La Siria si appella alle Nazioni Unite: no alla decisione USA sulle Alture del Golan

Pubblicato il 27 marzo 2019 alle 17:45 in Siria USA e Canada

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La Siria ha chiesto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) di tenere una riunione di emergenza in cui venga trattato il tema del riconoscimento americano delle alture del Golan come territorio israeliano. 

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un decreto che riguarde le Alture del Golan, all’inizio di un incontro con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, tenutosi il 25 marzo, a Washington. Con questo decreto il presidente americano ha riconosciuto la piena sovranità israeliana sul territorio che Israele ha conquistato dalla Siria, durante la guerra del 1967. Tale decisione risulta particolarmente controversa poichè il diritto internazionale proibisce l’annessione di territori conquistati tramite l’uso della forza. La delegazione siriana presso l’ONU ha chiesto alla presidenza del Consiglio di Sicurezza, presieduta dalla Francia, di fissare una seduta urgente per “discutere la situazione nel Golan siriano occupato e la recente flagrante violazione delle risoluzioni competenti del Consiglio di Sicurezza da parte di uno Stato membro”. La sessione non è stata programmata immediatamente, anche se i diplomatici hanno affermato che valuteranno la richiesta. 

Il Consiglio di Sicurezza, intanto, discuterà l’annuncio degli Stati Uniti sul Golan nel corso di una riunione, chi si tiene il 27 marzo, e che dovrebbe rinnovare il mandato delle forze di pace delle Nazioni Unite nell’area, nota come UNDOF, dispiegata in quei territori per mediare tra le forze israeliane e quelle siriane. La questione della sovranità dei territori contesi tra i due Paesi sarà discussa anche durante il trentesimo vertice della Lega Araba, che si terrà il 31 marzo, a Tunisi. Cinque dei Paesi europei che fanno parte del Consiglio di sicurezza dell’ONU hanno già condannato la decisione di Trump e hanno espresso la preoccupazione per le conseguenze negative in Medio Oriente di tale decisione. Due dei più stretti alleati di Washington, Regno Unito e Francia, si sono uniti a Belgio, Germania e Polonia nel dichiarare che la posizione europea non è cambiata e che il Golan rimane territorio siriano, occupato da Israele. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato tre risoluzioni nelle quali chiedeva a Israele di ritirarsi da questi territori.

Le Alture del Golan costituiscono un altopiano roccioso che si estende per circa 1.800 km lungo i confini tra Israele, Siria, Libano e Giordania. Nel 1967, nel corso della Guerra dei sei giorni, Israele conquistò parte di tale territorio a danno di Damasco, dalle pendici sud del monte Hermon fino al lago Tiberiade, in prossimità del confine con la Giordania. Le alture del Golan sarebbero “per legge” appartenenti alla Siria ma, di fatto, sono occupate militarmente ed amministrate da Israele, che le ha annesse unilateralmente al proprio territorio nazionale senza il riconoscimento dell’Onu. La risoluzione annuale dell’Onu sul “Golan siriano occupato”, non vincolante, dichiara nulla e illegale la giurisdizione imposta da Israele su tale area.

A causa delle continue battaglie nelle zone occupate del Golan, l’esercito israeliano ha più volte effettuato incursioni sulle posizioni dell’esercito siriano in tale area. Israele teme che i movimenti delle forze siriane ed i suoi alleati, soprattutto l’Iran, nell’area possano sottrarre parte del territorio. Nel maggio 2018, le forze di difesa israeliane hanno intensificato i pattugliamenti militari sulle alture del Golan occupato, dopo che, il 14 aprile scorso, le autorità di Israele avevano chiuso, per due settimane, il proprio spazio aereo in reazione al lancio di oltre 100 missili da parte di Stati Uniti, insieme a Francia e Gran Bretagna contro tre importanti centri di fabbricazione di armi chimiche in Siria.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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