Corea del Nord-USA: no a nuove sanzioni, scongiurate ulteriori tensioni

Pubblicato il 25 marzo 2019 alle 12:46 in Corea del Nord USA e Canada

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La Corea del Nord ha annullato la decisione di ritirare il proprio personale dall’ufficio di collegamento inter-coreano, a seguito della decisione del presidente americano, Donald Trump, di non imporre ulteriori sanzioni ai danni di Pyongyang.

La decisione nordcoreana rappresenta un’inversione di tendenza. Infatti, venerdì 22 marzo, Pyongyang aveva dichiarato che il personale nordcoreano avrebbe lasciato l’ufficio, a seguito dell’imposizione, da parte degli Stati Uniti, di nuove sanzioni, annunciate dal presidente americano Trump, lo stesso giorno. L’ufficio di collegamento a Kaesong, in Corea del Nord, è stato aperto a settembre del 2018 ed ha rappresentato uno degli sviluppi chiave della distensione tra Corea del Nord e Corea del Sud, nell’ultimo anno. La decisione americana di imporre nuove sanzioni è arrivata a seguito del fallimento del secondo vertice USA-Corea del Nord, del mese scorso. Tuttavia, il timore di una nuova instabilità ha fatto tornare Washington e Pyongyang sui propri passi. Infatti, le sanzioni e il ritiro del personale nordcoreano sono stati visti come una battuta d’arresto nella distesione del clima regionale. Inoltre, tali eventi avrebbero indebolito i tentativi del presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, di migliorare i rapporti con Pyongyang. Trump ha, quindi, dichiarato che non imporrà nuove sanzioni su larga scala alla Corea del Nord. Tale mossa, secondo Reuters, rappresenta uno sforzo volto a disinnescare le tensioni e a favorire i negoziati. 

“Alcuni membri dello staff della Corea del Nord sono a lavoro nell’ufficio di collegamento”, ha dichiarato, il 25 marzo, il ministero dell’Unificazione del Sud. Le due parti hanno tenuto una consultazione presso l’ufficio di collegamento lo stesso giorno e continueranno a gestire il lavoro dell’istituzione come al solito. Proprio per questa ragione, il personale nordcoreano si è recato presso l’edificio, come ogni giorno. Circa 5 funzionari nordcoreani si trovano a lavoro, circa la metà del personale. Tra questi non vi era nessuno dei funzionari più anziani, secondo quanto ha riferito l’agenzia di stampa della Corea del Sud, Yonhap. Un convoglio di una dozzina di funzionari sudcoreani era partito domenica 24 maggio per l’ufficio di collegamento e ha rappresentato un tentativo di Seul di mantenere i deboli rapporti con Pyongyang. I rapporti tra i tre Paesi, al momento, rimangono complicati da numerosi fattori e un accordo sembra ancora molto lontano. All’inizio di marzo, infatti, Pyongyang ha dichiarato di ritenere le continue esercitazioni militari congiunte tra Seoul e Washington una “sfida aperta” agli sforzi per la pace nella penisola coreana.

Sabato 2 marzo, infatti, gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno accettato di sostituire due importanti esercitazioni con cadenza annuale, la “Key Resolve” e “Foal Eagle”, con una minore, chiamata “Dong Maeng” o “Alliance”, che si è tenuta all’inizio del mese. Questa decisione era già stata prospettata a novembre dall’ex segretario della Difesa, Jim Mattis, al fine di agevolare le relazioni diplomatiche con la Corea del Nord. Giovedì 7 marzo, tuttavia, l’agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord, la KCNA, ha rilasciato una dichiarazione che accusa “le maldestre mosse delle autorità militari sudcoreane e americane” di violare le dichiarazioni congiunte tra Pyongyang, Washington e  Seul. Ad oggi, nella penisola coreana sono stanziati quasi 28.500 soldati americani. Le esercitazioni militari, alla quale partecipano decine di migliaia di soldati sudcoreani, hanno sempre irritato il leader nordcoreano, Kim Jong-un, che ha condannato più volte le manovre poiché viste come prove provocatorie per l’invasione. Anche questa volta, è stato ribadito dai funzionari USA che la mossa è stata concepita al fine di alleviare le tensioni con Pyongyang, a seguito del rinnovato rapporto diplomatico dopo il summit di Singapore del 12 giugno 2018 tra il presidente americano, Donald Trump, e Kim Jong-un.

L’esito dell’incontro, avvenuto dopo mesi di tensioni, è stata la sospensione delle maggiori esercitazioni militari,  in cambio di un impegno concreto nella denuclearizzazione del Paese asiatico. I due leader, nell’occasione, hanno firmato un documento non vincolante riguardante proprio lo smantellamento del programma nucleare di Pyongyang. Non è tuttavia chiaro quale “violazione” di tale impegno la Corea del Nord abbia fatto riferimento nella sua dichiarazione. Il summit di Singapore ha aperto la strada ad un nuovo vertice tra i due, tenutosi ad Hanoi il 28 febbraio 2019, dove i colloqui si sono conclusi presto e senza alcun progresso verso l’obiettivo di Washington: indurre la Corea del Nord a rinunciare alle sue armi nucleari. In seguito alla rinnovata situazione di stallo, gli analisti hanno affermato  che Pyongyang è intenta a ricostruire il sito del razzo a lungo raggio “Sohae”, dopo che Kim a Singapore aveva concordato di chiudere come parte del programma di denuclearizzazione. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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