Siria: probabile attacco chimico condotto dai ribelli, 21 feriti

Pubblicato il 24 marzo 2019 alle 10:56 in Medio Oriente Siria

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I media statali siriani hanno diffuso la notizia di un attacco ribelle nella città di Hama, in mano al governo di Damasco, rendendo noto che, dopo tale aggressione, 21 persone hanno sofferto di asfissia e difficoltà respiratorie legate a inalazione di gas tossici.

La notizia è stata diffusa dall’agenzia di stampa nazionale SANA, la quale ha citato il presidente dell’ospedale nazionale di Saqilbia e ha divulgato foto di persone ospedalizzate, distese su barelle, mentre respiravano con l’ausilio di maschere d’ossigeno. Anche l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, con base nel Regno Unito, ha confermato che 21 persone sono state ospedalizzate per via di sintomi respiratori simili ad asfissia, tuttavia non è ancora stato accertato che tali manifestazioni siano legate con sicurezza a inalazione di gas tossici, e non a fumo o polvere causati dai bombardamenti.

L’attacco è avvenuto nel villaggio di al-Rasif, in un’area situata in prossimità del fronte tra il governo siriano, fedele al presidente Bashar al-Assad, e l’ultima enclave principale dei ribelli, nel nord-ovest del Paese, dove nelle ultime settimane si sono intensificati i bombardamenti delle forze governative nonostante i tentativi di pacificazione mediati dal patto voluto da Mosca e Ankara per creare una zona cuscinetto smilitarizzata.

Tra le giornate di venerdì 23 e sabato 24 marzo, molteplici raid aerei hanno colpito aree sottoposte al controllo dei ribelli nella Siria nord-occidentale, causando la morte di 15 persone, tra cui 4 bambini, e il ferimento di altre 25, ha reso noto l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani.

L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW), organismo di monitoraggio globale, ha documentato un uso sistematico di agenti nervini, in particolare gas sarin e gas cloro, durante il corso della guerra civile in Siria, scoppiata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso. Dal 2015-2017, è stato nominato un gruppo congiunto di esperti dalle Nazioni Unite e dall’OPCW per rintracciare i responsabili degli attacchi chimici nel Paese; in seguito a uno studio, tale équipe ha reso noto che le truppe governative hanno usato entrambi gli agenti tossici in questione ripetutamente nel corso del conflitto, mentre lo Stato Islamico ha spesso usato gas mostarda (iprite). Allo stato attuale, l’OPCW sta analizzando un presunto attacco al gas avvenuto nella notte tra il 24 e il 25 novembre 2018 ad Aleppo, zona in mano alle forze governative; in tale occasione ci furono circa 100 feriti, e tanto Damasco quanto l’alleato russo attribuirono la responsabilità ai ribelli siriani.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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