Siria: Isis sconfitto a Baghouz, “califfato completamente eliminato”

Pubblicato il 23 marzo 2019 alle 14:26 in Siria USA e Canada

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Le milizie curde delle Syrian Democratic Forces, spalleggiate dalle forze americane, hanno ufficialmente riconquistato Baghouz, l’ultima enclave in mano ai militanti dell’Isis nell’est della Siria, sabato 23 marzo, ponendo fine al califfato jihadista autoproclamatosi il 29 giugno 2014.

“Baghouz è stata liberata. La vittoria militare contro l’Isis è completata”, ha annunciato Mustafa Bali, portavoce delle Syrian Democratic Forces (SDF), attraverso il suo account Twitter. Nel messaggio, divulgato nella giornata di sabato 23 marzo, Bali dichiara inoltre “la totale eliminazione del cosiddetto califfato”. Tuttavia, un giornalista inviato da Reuters a Baghouz, ultima enclave dell’Isis nell’Est della Siria, al confine con l’Iraq, ha precisato che nel luogo si odono ancora sparatorie.

Pochi giorni prima della sconfitta definitiva, e più precisamente martedì 19 marzo, in prossimità dell’enclave, erano stati catturati 157 jihadisti, per la maggior parte foreign fighter.

La liberazione di Baghouz costituisce un evento decisivo nella lotta contro i terroristi, i quali, tuttavia, secondo noti ufficiali occidentali, continueranno a porre una grave minaccia. In tal senso, il 18 marzo, i jihadisti avevano rilasciato una registrazione audio in cui uno dei loro portavoce, Abi al-Hassan al-Muhajer, riferiva che il gruppo, nonostante la sconfitta militare, sarebbe rimasto forte. Alcuni militanti islamici sono ancora operativi nelle regioni più impervie e desertiche della Siria centrale, altri si sono rifugiati in alcune città irachene, da dove organizzano rapimenti e aggressioni saltuarie. Gli Stati Uniti reputano che il leader dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, il quale aveva proclamato l’inizio del califfato islamico a Mosul nel 2014, si trovi attualmente in Iraq. In questo contesto, la smobilitazione delle truppe americane dal Paese mediorientale, inizialmente prevista per la fine di aprile 2019, ha fatto discutere circa il pericolo che l’Isis possa risorgere nuovamente. Tuttavia, nonostante il 19 dicembre 2018, Trump avevesse pubblicamente  ordinato il ritiro completo dei propri contingenti dalla Siria, ponendo improvvisamente fine alla campagna militare contro lo Stato Islamico e innescando le repentine dimissioni del Segretario alla Difesa, Jim Mattis, per divergenze di vedute strategiche, il 22 febbraio, la Casa Bianca ha annunciato che un piccolo gruppo di peace-keepers, composto da 200 truppe americane, rimarrà in Siria dopo il ritiro degli Stati Uniti

Le operazioni di terra dei combattenti curdi per riconquistare il villaggio di Baghouz, appoggiate dai raid aerei della coalizione internazionale a guida americana, la quale bombarda sistematicamente le posizioni terroristiche, avevano avuto ufficialmente inizio i primi di gennaio, tuttavia avevano conosciuto una battuta d’arresto per consentire l’evacuazione dei civili. Nel corso dei due mesi passati, oltre 60.000 persone sono state evacuate dall’area, la metà delle quali erano donne. Le SDF avevano poi ripreso l’assalto finale contro l’ultima enclave dello Stato islamico domenica 10 marzo; la settimana precedente, erano state costrette a rallentare l’offensiva a causa di alcune preoccupazioni relative alla protezione dei civili rimasti intrappolati nell’area. Nell’arco delle ultime settimane, migliaia di combattenti dell’Isis, di loro proseliti e di civili, per lo più loro familiari, hanno evacuato Baghouz sia prima sia via via che l’offensiva delle SDF avanzava nel villaggio, riversandosi in zone rurali limitrofe alla provincia di Deir al-Zor. La loro evacuazione ha fatto sì che l’assalto finale delle milizie curde non potesse essere lanciato prima di venerdì 1 marzo, giorno in cui le truppe hanno avanzato affermando che non si fermeranno finché i jihadisti non saranno completamente sconfitti. L’offensiva era già stata rallentata notevolmente a causa dell’uso massiccio di tunnel e scudi umani messi in atto dagli islamisti.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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