Trump: “Gli USA dovrebbero riconoscere la sovranità di Israele sulle Alture del Golan”

Pubblicato il 22 marzo 2019 alle 10:55 in Israele USA e Canada

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Il presidente americano, Donald Trump, sostiene che gli Stati Uniti dovrebbero riconoscere l’autorità di Israele sulle Alture del Golan.

Come nota il New York Times, tale dichiarazione, rilasciata giovedì 21 marzo attraverso un post su Twitter dopo l’incontro con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, a Gerusalemme, costituisce una svolta storica nella politica americana in Medio Oriente.

Finora, sia gli USA sia l’Onu avevano sempre rifiutato di riconoscere l’occupazione israeliana di tali territori, insieme alla Cisgiordania, sostenendo che il loro status dovesse essere negoziato per vie diplomatiche. Nel 1981, anni in cui Israele annesse effettivamente le Alture del Golan al proprio territorio nazionale, l’amministrazione Reagan reagì sospendendo un accordo di cooperazione strategica tra Stati Uniti ed Israele che, tuttavia, ha sempre continuato ad amministrare l’area. Dallo scoppio del conflitto siriano, il 15 marzo 2011, con l’intervento della Russia be dell’Iran, è aumentata la pressione nei confronti del governo israeliano, affinché si ritirasse dalla Alture del Golan, considerate una zona critica per la sicurezza della regione.

Le Alture del Golan costituiscono un altopiano roccioso che si estende per circa 1.800 km lungo i confini tra Israele, Siria, Libano e Giordania. Nel 1967, nel corso della Guerra dei sei giorni, Israele conquistò parte di tale territorio a danno di Damasco, dalle pendici sud del monte Hermon fino al lago Tiberiade, in prossimità del confine con la Giordania. Le alture del Golan sarebbero “per legge” appartenenti alla Siria ma, di fatto, sono occupate militarmente ed amministrate da Israele, che le ha annesse unilateralmente al proprio territorio nazionale senza il riconoscimento dell’Onu. La risoluzione annuale dell’Onu sul “Golan siriano occupato”, non vincolante, dichiara nulla e illegale la giurisdizione imposta da Israele su tale area.

A causa delle continue battaglie nelle zone occupate del Golan, l’esercito israeliano ha più volte effettuato incursioni sulle posizioni dell’esercito siriano in tale area. Israele teme che i movimenti delle forze siriane ed i suoi alleati, soprattutto l’Iran, nell’area possano sottrarre parte del territorio. Nel maggio 2018, le forze di difesa israeliane hanno intensificato i pattugliamenti militari sulle alture del Golan occupato, dopo che, il 14 aprile scorso, le autorità di Israele avevano chiuso, per due settimane, il proprio spazio aereo in reazione al lancio di oltre 100 missili da parte di Stati Uniti, insieme a Francia e Gran Bretagna contro tre importanti centri di fabbricazione di armi chimiche in Siria.

Nonostante la dichiarazione di Trump sia stata apprezzata da Netanyahu, il quale è in piena campagna elettorale in vista delle elezioni del prossimo 9 aprile, e anche da alcuni membri in seno al Congresso americano, le reazioni negative sono state numerose. Il Ministero degli Esteri russo e il governo siriano hanno condannato la dichiarazione di Trump, sostenendo che un cambio di status delle Alture del Golan costituirebbe una diretta violazione delle decisioni delle Nazioni Unite. Allo stesso modo, anche il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che non è possibile appoggiare il riconoscimento della sovranità isareliana sulle Alture del Golan, poichè porterebbe solo maggiore violenza nella regione. Anche l’Iran e la Lega Araba hanno condannato l’affermazione di Trump.

Ad avviso del quotidiano americano, nonostante l’affermazione del capo della Casa Bianca potrebbe minare il supporto alla sua proposta di pace per porre fine al conflitto israelo-palestinese, in pratica, l’annuncio non avrà effetti troppo significativi. Al momento, non è in corso alcuna negoziazione sullo status delle Alture del Golan e nemmeno alcuna prospettiva di un ritiro israeliano. L’unica possibilità imminente è che gli USA pongano il veto alla risoluzione annuale dell’Onu, come anticipato a metà novembre 2018 dall’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley.

Inoltre, continua il New York Times, a differenza della decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, presa da Trump il 6 dicembre 2017, che aveva provocato forti critiche nel mondo arabo e anche nella comunità internazionale, la dichiarazione sullo status delle Alture del Golan, la prima mai rilasciata da un presidente USA, potrebbe rimanere solamente un gesto a favore di Netanyahu. Tale considerazione è condivisa anche da un’analisi pubblicata sul quotidiano israeliano the Times of Israel, firmata da Eric Cortellessa, in cui l’autore spiega che il post di Trump conferisce al premier israeliano un trionfo diplomatico utile a sostenere la sua campagna elettorale per ottenere il quinto mandato. Nel tentativo di mettere in ombra le accuse di corruzione, Netanyahu mira a mettere in evidenza i propri successi diplomatici, puntando tutto sulle relazioni positive con il presidente americano.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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