Spagna: il presidente catalano Torra denunciato per violazione della legge elettorale

Pubblicato il 22 marzo 2019 alle 8:59 in Europa Spagna

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Il presidente della Generalitat della Catalogna , Quim Torra, ha menifestato la “volontà di disobbedire” al suo obbligo istituzionale di rispettare la legge elettorale e quindi ha violato in modo “cosciente e reiterato” le norme stabilite della Commissione elettorale centrale. Invece di rispettare la neutralità degli spazi pubblici, ha mantenuto le bandiere indipendentiste e nastri gialli con slogan di partito all’interno e all’esterno di edifici governativi, in special modo il Palau de la Generalitat, sede del governo regionale catalano, e lo ha fatto “senza alcun altro scopo che quello di eludere o aggirare i requisiti legali vigenti”, segnalati in ripetute occasioni dalla Commissione elettorale centrale.

Pertanto, l’organismo che arbitra le campagne elettorali in Spagna ha stabilito giovedì 21 marzo di rimettere il caso al Procuratore generale dello Stato, “per la responsabilità penale” che potrebbe supporre l’atteggiamento di Torra. Il presunto crimine di disobbedienza potrebbe costargli l’interdizione dai pubblici uffici. Inoltre, la commissione elettorale ha ordinato ai Mossos d’Esquadra, la polizia locale catalana, di rimuovere tutti i simboli indipendentisti dagli edifici pubblici prima delle 15:00 di venerdì 22 marzo e ha avviato procedimenti sanzionatori contro il presidente della comunità autonoma.

La decisione della Commissione elettorale arriva dopo che Torra non ha rispettato le scadenze stabilite dalla legge per eliminare i simboli di partito degli edifici pubblici, e dopo che la Generalitat ha sostituito il nastro giallo che da mesi troneggia sulla facciata del Palau de la Generalitat che dà su Plaça Sant Jaume con un nastro bianco barrato con una striscia rossa, in difesa – secondo le autorità catalane – della libertà di espressione. Inoltre, nel nastro è riportata la frase in cui si ripete lo stesso motto che, secondo l’organismo elettorale, avrebbe dovuto essere rimosso: “Libertà per i prigionieri politici e per gli esuli”. Nessun nastro giallo è stato rimosso dall’interno degli edifici.

Le forze indipendentiste catalane utilizzano nastri gialli come simbolo di disobbedienza per chiedere la liberazione dei politici a processo per il referendum illegale d’indipendenza del 1 ottobre 2017 e la successiva proclamazione unilaterale d’indipendenza della Catalogna. 

Il 6 settembre scorso il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska aveva concordato con il responsabile catalano degli affari interni Miquel Buch che lo spazio pubblico fosse “neutrale”. Un’accordo disatteso dal governo di Barcellona. I partiti unionisti e di centro-destra hanno più volte protestato contro l’uso di spazi pubblici per l’esposizione dei nastri in tutta la Catalogna, ma con lo scioglimento delle Cortes e la convocazione di elezioni anticipate per il 28 aprile prossimo, la presenza dei nastri, simboli di partito, in edifici pubblici, è diventata “automaticamente” illegale.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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