Libia: 30 migranti morti al largo di Sabrata

Pubblicato il 22 marzo 2019 alle 11:12 in Immigrazione Libia

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Almeno 30 migranti sono morti in un naufragio al largo delle coste occidentali della Libia, di fronte alla città di Sabrata, nel corso dei giorni passati.

La notizia è stata annunciata dal portavoce delle operazioni di sicurezza libiche locali, Aiman Dabbashi, il quale ha riferito che 16 stranieri sono stati soccorsi, tra cui una donna. “Ad avviso di un superstite originario del Sudan, sull’imbarcazione erano presenti 50 migranti senza documenti dell’Africa sub-sahariana, tutti salpati da Zuwarah”, ha specificato Dabbashi.

Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM), dal primo gennaio al 20 marzo 2019, sono morti nel Mediterraneo 289 migranti, una diminuzione significativa rispetto ai 499 decessi registrati nello stesso periodo del 2018. La maggior parte delle morti è avvenuta lungo la rotta del Mediterraneo centrale, pari a 160, che collega l’Italia alla Libia.

Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Ancora oggi il potere politico è diviso in due governi: il primo a Tripoli, sotto l’influenza dell’Onu e dell’Italia, mentre il secondo a Tobruk, sotto l’influenza di Russia, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia. I trafficanti di esseri umani approfittano di tale situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati.  

Dall’inizio del 2018, la Guardia Costiera libica ha aumentato significativamente la propria attività, con il risultato che il numero di sbarchi sulle coste italiane è diminuito dell’80% rispetto al 2017. Da quando Salvini è divenuto ministro dell’Interno, il primo giugno 2018, ha inaugurato una politica più rigida e intransigente nei confronti del fenomeno migratorio, chiudendo i porti italiani alle imbarcazioni delle Ong e delle missioni europee.  

Ne è conseguito che i migranti e i rifugiati intercettati in mare dalla Guardia Costiera libica vengono riportati sistematicamente nei centri di detenzioni libici, i quali dovrebbero essere gestiti dal Ministero dell’Interno di Tripoli, In realtà, la maggior parte di tali strutture è in mano ai gruppi armati, i quali non tutelano in alcun modo gli stranieri.

Secondo quanto dichiarato a fine gennaio dal premier di Tripoli, Fayez Serraj, attualmente in Libia sono presenti circa 800.000 migranti irregolari e che soltanto in 20.000 si trovano all’interno di centri di detenzione gestiti dal governo.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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