Iran: potenzieremo i nostri sistemi difensivi, gli USA non ci spaventano

Pubblicato il 22 marzo 2019 alle 15:07 in Iran USA e Canada

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L’Iran è determinato a potenziare le proprie capacità di difesa, nonostante le crescenti pressioni da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati per frenare il suo programma missilistico.

Il leader supremo della Repubblica Islamica, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha lanciato questo messaggio durante le celebrazioni per il primo giorno del nuovo anno persiano. “Continueremo a rafforzare il sistema di difesa e non cederemo pressioni da parte di altri”, ha affermato. “Dobbiamo portare l’Iran a un punto in cui il nemico capisca che non ci possono minacciare… Le sanzioni americane renderanno l’Iran autosufficiente”, ha aggiunto Khamenei. L’Iran sostiene che il proprio programma missilistico sia puramente difensivo. Tuttavia, Israele e le basi militari statunitensi si sentono minacciate dai missili balistici iraniani, che hanno un’autonomia che può arrivare fino a 2.000 km. Le affermazioni dell’Ayatollah, infatti, arrivano all’indomani di una dichiarazione congiunta di Israele e Stati Uniti. Il 20 marzo, il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, hanno promesso che contrasteranno “l’aggressione” iraniana, durante un incontro avvenuto a Gerusalemme. 

In tale occasione, Netanyahu ha dichiarato che la politica del presidente americano, Donald Trump, nei confronti dell’Iran sta già avendo i suoi effetti. Con tale dichiarazione il primo ministro si riferisce al ritiro degli Stati uniti, annunciato l’8 maggio 2018, dall’accordo sul nucleare del 2015 e alla consequente re-imposizione delle sanzioni. I Paesi europei hanno provato a salvare l’accordo, ma l’Iran considera tali sforzi insoddisfacenti. A tale proposito, il 21 marzo, l’Ayatollah aveva dichiarato che “il canale finanziario europeo introdotto di recente è un’amara presa in giro“. Dopo mesi di rinvii, il 31 gennaio, Francia, Germania e Gran Bretagna hanno finalmente annunciato la creazione di INSTEX, una società veicolo finalizzata a facilitare il commercio legittimo tra gli operatori economici europei e l’Iran. Tuttavia, esperti e diplomatici dicono che il meccanismo risulta poco efficiente. Il Leader iraniano, infatti, ha affermato che c’è troppa distanza tra ciò che gli europei dovevano fare e ciò che effettivamente hanno fatto, aggiungendo che il loro comportamento, nei confronti dell’Iran, è stato paragonabile ad “una coltellata nella schiena”.

Dall’altro lato, Israele e Stati Uniti sembrano compatti in un fronte contro l’Iran. “Gli Stati Uniti e Israele stanno lavorando insieme per rispondere all’aggressione iraniana nella regione e in tutto il mondo”, ha dichiarato il premier israeliano ai giornalisti, dopo l’arrivo di Pompeo, nella sua ultima visita a Gerusalemme. Il segretario di Stato americano aveva già dichiarato, durante la conferenza di Varsavia sul Medio Oriente, tenutasi il mese scorso, di aver discusso gli sforzi da fare “per fermare la furia regionale dell’Iran”. Il segretario di Stato americano ha anche  citato le minacce iraniane riguardanti la distruzione di Israele. “Di fronte a tali minacce, che fanno parte della realtà quotidiana per Israele, manteniamo il nostro impareggiabile impegno per garantire la sicurezza di Israele e sosteniamo fermamente il suo diritto a difendersi”, ha affermato. Inoltre, il supporto americano è arrivato anche tramite le parole del presidente USA, Donald Trump, che ha affermato che gli Stati Uniti dovrebbero riconoscere l’autorità di Israele sulle Alture del Golan. Tali territori, infatti, sono contesi con la Siria di Bashar al-Assad, di cui l’Iran è un importante alleato. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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