Incontro tra Erdogan e il premier di Tripoli ad Ankara

Pubblicato il 22 marzo 2019 alle 11:46 in Libia Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha ricevuto il premier del governo di Tripoli, Fayez Serraj, ad Ankara, mercoledì 20 marzo.

Durante i colloqui, i due leader hanno discusso gli ultimi sviluppi politici in Libia, le relazioni bilaterali e i modi attraverso cui approfondirle, come la cooperazione economica. In particolare, Serraj ha ribadito il proprio sforzo volto a creare consenso tra gli attori della scena politica del Paese nordafricano, alfine di risolvere la crisi, in linea con i parametri stabiliti dalla creazione del Governo di Accordo Nazionale (GNA), l’attuale governo insediato a Tripoli, creato dall’accordo di Skhirat del 17 dicembre 2015. Tale accordo prevedeva l’unificazione militare delle forze libiche insieme all’affermazione di altre istituzioni, al fine di svolgere elezioni politiche entro la fine del 2019.

“L’attuale situazione di divisione non può continuare e non ci potrà essere alcuna soluzione militare alla crisi, tutti, istituzioni e partiti, devono comprendere che il ritorno alla stabilità dipende dal consenso”, ha dichiarato il premier tripolino. Da parte sua, Erdogan ha confermato il proprio supporto al GNA e al all’avanzamento del processo democratico in Libia. “La Turchia appoggia la scelta del popolo libico ed è pronta a contribuire effettivamente alla sicurezza e alla stabilità di questo Paese fraterno”, ha dichiarato il leader di Ankara.

La Libia versa in una situazione di caos e instabilità dalla caduta del colonnello Muammar Gheddafi, il cui governo è stato rovesciato nell’ottobre 2011 dall’intervento della NATO, guidato da USA e Francia. Ad oggi, il Paese è ancora diviso in due governi: il primo, riconosciuto dalla comunità internazionale e sostenuto da Italia, Onu e Turchia, ha sede a Tripoli; il secondo si trova a Tobruk e gode del supporto di Russia, Egitto, Francia ed Emirati Arabi Uniti, che sono molto vicini al suo uomo forte, il generale Khalifa Haftar, che è anche il capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA).

Nonostante il governo di Tripoli goda dell’appoggio dell’Onu, la sua forza militare è inferiore rispetto a quella del governo di Tobruk le cui forze, guidate da Haftar, dal gennaio, stanno conducendo una campagna militare per conquistare i territori a Sud del Paese, nella regione del Fezzan. A inizio marzo, l’LNA si è spinto in prossimità dei confini meridionali con il Niger e il Ciad, raggiungendo la città di Gatrun. Tali territori sono particolarmente sensibili al passaggio dei trafficanti e dei gruppi armati e terroristici, poiché sono poco controllati.

Serraj, dal canto suo, non dispone di un vero e proprio esercito, e dipende unicamente dai gruppi armati che controllano gli edifici governativi, i quali, secondo i residenti, reclamano contratti regolari. L’unica risorsa del premier tripolino è il suo titolo ufficiale e internazionalmente riconosciuto e l’accesso ai fondi statali, sebbene persino alcuni poteri occidentali abbiano gradualmente accolto l’operato di Haftar.

La regione centro-meridionale della Libia, denominata Fezzan, finora, era la più selvaggia del Paese, poiché né le forze del governo di Tripoli, che controlla la regione della Tripolitania, a Nord-Ovest del Paese, né quelle di Haftar, che controllano invece la regione della Cirenaica, che comprende il Nord-Est, erano riuscite a estendervi la propria autorità.

Nel frattempo, nei giorni passati, l’inviato dell’Onu in Libia, Ghassam Salame, ha annunciato l’intenzione di organizzare una Conferenza Nazionale sul Paese nordafricano dal 14 al 16 aprile, a Gadames, città neutrale della Libia occidentale, posizionata al confine con Tunisia e Algeria, a 550 km a Sud-Ovest di Tripoli. La dichiarazione è stata rilasciata nel corso di una conferenza stampa organizzata nella capitale libica, nei giorni passati, durante la quale Salame ha altresì informato che all’evento parteciperanno tra i 120 e i 150 delegati, che rappresenteranno tutte le componenti della società libica. L’inviato ha specificato che si tratterà di una conferenza di soli libici, alla quale non prenderanno parte attori stranierei.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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