Etiopia: primo ministro Abiy Ahmed in visita negli Emirati Arabi Uniti

Pubblicato il 22 marzo 2019 alle 13:50 in Emirati Arabi Uniti Etiopia

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Il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, ha incontrato, in occasione della sua visita ad Abu Dhabi, venerdì 22 marzo, il principe ereditario degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed Ibn Zayed. Secondo quanto riportato dal quotidiano Africanews, Ahmed e la sua delegazione stanno intrattenendo colloqui con la controparte nel Golfo per rafforzare i legami bilaterali tra i due Paesi e favorire un’intesa su questioni regionali e internazionali di reciproco interesse. Ad Abu Dhabi, i due leader hanno partecipato altresì a una cerimonia di premiazione per i Giochi olimpici Speciali del 2019

Si tratta della prima visita intrapresa quest’anno dal premier etiope negli Emirati Arabi Uniti. L’anno scorso, Abiy Ahmed era giunto ad Abu Dhabi in vista delle iniziative di partnership con gli Stati del Medio Oriente volte a finanziare le riforme economiche del suo governo. Da quel momento, le relazioni con gli Emirati Arabi Uniti hanno percorso una traiettoria ascendente nel corso del 2018. Il principe ereditario ha anche visitato Addis Abeba lo scorso anno.

Martedì 19 marzo, Ahmed si era recato in visita a Doha e aveva incontrato lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, emiro del Qatar, per discutere su questioni bilaterali di reciproco interesse. Il primo ministro etiope, che ha annunciato programmi per la liberalizzazione dell’economia fin dalla sua elezione, il 2 aprile 2018, spera di attirare gli investimenti diretti esteri di altri Paesi, come il Qatar, in diversi settori dell’economia etiope, precedentemente in mano allo Stato. I viaggi in Medio Oriente fanno parte degli sforzi del governo per attirare investimenti in Etiopia.

Fin dall’inizio del proprio mandato, Ahmed ha avviato una serie di riforme politiche, economiche e sociali, con l’obiettivo di far compiere al Paese una transizione democratica. Uno dei risultati più importanti ottenuti finora è stata la normalizzazione dei rapporti con la vicina Eritrea, con cui vigeva uno Stato di guerra dal maggio 1998 per via di una disputa territoriale riguardante i confini. I due Paesi hanno firmato due accordi di pace, di cui il primo il 9 luglio ad Asmara, il secondo il 16 settembre a Gedda, in Arabia Saudita.

Il premier etiope sta altresì lavorando per rafforzare i rapporti dell’Etiopia al di fuori dell’Africa. L’11 ottobre, Ahmed ha incontrato il premier italiano, Giuseppe Conte, ad Addis Abeba. I due hanno firmato una serie di accordi commerciali del valore di 22 milioni di euro, e hanno discusso dell’immigrazione. Il 29 ottobre, Ahmed si è recato a Parigi, dove ha colloquiato con il presidente Emmanuel Macron, mentre il 30 ottobre è volato in Germania per incontrare la cancelliera Angela Merkel.

Le dinamiche migratorie nell’area del Corno d’Africa hanno implicazioni socio-economiche significative per l’Etiopia, in quanto il Paese africano sperimenta un’importante immigrazione transfrontaliera dagli Stati circostanti, quali Somalia, Sudan, Sud Sudan, Eritrea e Kenya. Tuttavia, molti etiopi scelgono di migrare in cerca di occupazione e buone opportunità economiche nei Paesi vicini e in Medio Oriente.

Il 27 ottobre, Ahmed ha annunciato nuovi progetti del valore di 7 miliardi di dollari per costruire infrastrutture e per realizzare impianti per la fornitura di energia elettrica. In particolare, l’Uffcio dei partenariati Pubblico e Privato ha reso noto che, complessivamente, 13 progetti verranno lanciato in questo anno fiscale, senza specificare la fonte del loro finanziamento.

Dal punto di vista economico, l’Etiopia è uno degli attori principali del Corno d’Africa. È previsto che diventi il primo esportatore di energia dell’area e anche lo Stato più importante per la produzione di energia rinnovabile di tutto continente. Secondo un report della World Bank, pubblicato a gennaio, nel 2018 l’economia dell’Etiopia manterrà il tasso di crescita più elevato della regione dell’Africa orientale, pari a 8,2%, anche se è previsto che esso diminuisca non appena verranno messe in atto misure per stabilizzare il debito governativo. Le autorità di Addis Abeba hanno investito massicciamente in progetti di infrastrutture a guida statale, attingendo a prestiti esteri e alle proprie riserve valutarie.

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Chiara Gentili

di Redazione

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