Brasile: fermato l’ex presidente Michel Temer

Pubblicato il 22 marzo 2019 alle 6:10 in Brasile

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L’ex presidente brasiliano Michel Temer è stato fermato nella mattinata di ieri, come riportato da diversi media brasiliani.

L’ex presidente brasiliano Michel Temer è stato fermato nella giornata di ieri, giovedì 21 marzo, dalla Polizia Federale nel quadro della maxi-operazione anti corruzione “Lava Jato” (autolavaggio). La Polizia Federale cercava di rintracciare l’ex presidente da due giorni. Secondo fonti della Polizia Federale sarebbe stato anche rilasciato il mandato d’arresto per l’ex ministro delle Industrie Minerarie e dell’Energia, Moreira Franco.

Tutto ebbe inizio nel 2014, con l’arresto di Alberto Youssef, detto il libanese, gestore di un’agenzia di cambio che aveva sede sopra un autolavaggio, da cui il nome dell’operazione “Lava Jato”, autolavaggio in portoghese. L’indagine, condotta dalla procura di Curitiba e guidata dal giudice Sergio Moro, riguardava inizialmente alcuni “doleiros”, cioè cambia-dollari, sospettati di riciclare denaro attraverso le agenzie di cambio, finché non emerse il legame di Youssef con Paulo Roberto Costa, ex dirigente dell’azienda petrolifera di stato, la Petrobras.

Si scoprì che tramite investimenti e finanziamenti Petrobras era utilizzata per spostare enormi somme di denaro all’estero e per creare una vasta rete di corruttela a tutti i livelli. 

Da quel momento Lava Jato divenne un’enorme operazione anti-corruzione, fatta di ben 52 fasi (fino ad oggi) e che ha coinvolto l’intera classe politica e imprenditoriale brasiliana, tra cui presidente, ex presidenti, ministri, governatori locali e i dirigenti delle maggiori imprese del paese.

Inizialmente l’opposizione cercò di sfruttare l’operazione a fini elettorali contro i governi del PT, il che diede all’allora presidente Dilma Rousseff l’occasione di definire il tutto “montatura elettorale” e di vincere le elezioni dell’ottobre 2014. Due anni dopo Dilma Rousseff era deposta dal parlamento e l’anno successivo, Aécio Neves, il candidato dell’opposizione che aveva cercato di sfruttare lo scandalo, veniva dichiarato decaduto dal suo seggio in senato con accuse di corruzione, riciclaggio e abuso di potere proprio per aver, paradossalmente, cercato di fermare le indagini. 

Nel 2015, l’operazione Lava Jato ebbe una svolta, e da brasiliana divenne internazionale. Rimasero coinvolte nell’inchiesta tre grandi imprese edili, la Andrade Gutierrez, la UTC Engenharia e la Odebrecht con affari in tutto il continente. Le indagini su quest’ultima fecero emergere una vastissima rete di crimini finanziari, che andava molto oltre i confini del Brasile e, messo alle strette dalla collaborazione con i magistrati di numerosi imprenditori e dirigenti d’impresa Marcelo Odebrecht, presidente dell’azienda omonima, decise di confessare, seguito a ruota da diversi capitani d’industria brasiliani.

 

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Traduzione dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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