Afghanistan: uccisi 2 soldati americani

Pubblicato il 22 marzo 2019 alle 12:12 in Afghanistan USA e Canada

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Due soldati americani sono stati uccisi in Afghanistan, venerdì 22 marzo, nel corso di un’operazione della missione della NATO Resolute Support. La notizia è stata annunciata dalla missione stessa, che ha rilasciato un comunicato, senza tuttavia dare dettagli relativi all’identità delle due vittime.

Resolute Support, formata da circa 17.000 soldati, oltre la metà dei quali americani, è stata lanciata il primo gennaio 2015, in seguito alla conclusione dell’International Security Assistance Force (ISAF) mission, avvenuta alla fine del 2014. L’obiettivo dell’operazione è quello di aumentare il supporto all’esercito afghano, attraverso l’addestramento delle truppe e l’appoggio alle istituzioni afghane.

In occasione del summit della NATO di Varsavia, tenutosi l’8 e il 9 luglio 2016, i membri dell’alleanza atlantica hanno deciso di estendere la presenza dei soldati della Resolute Support in Afghanistan oltre il 2016. Successivamente, al summit della NATO di Bruxelles dell’11 e 12 luglio 2018, è stato deciso che i termini della missione non cambieranno fino a quando le condizioni del Paese asiatico non muteranno.

La missione statunitense in Afghanistan, in corso dal 2001, è focalizzata sull’appoggio delle forze afghane nella lotta contro i talebani che, in quell’anno, sono stati rimossi dalla guida del Paese. Con la morte dei due membri statunitensi, la stima dei decessi tra il personale americano dall’inizio del 2019 ammonta a 4, e ad un totale di 65 dal gennaio 2015.

Il presidente afghano, Ashraf Ghani, in occasione dell’intervento al World Economic Forum a gennaio, ha reso noto che, da quando ha iniziato il proprio mandato nel luglio 2014, circa 45.000 membri delle forze di sicurezza afghane hanno perso la vita, con una media di 849 decessi al mese. Per quanto riguarda i civili che hanno perso la vita nel conflitto, la stima degli ultimi due anni ammonta a 3.804, un numero molto alto, causato soprattutto dall’aumento degli attacchi suicidi condotti dai talebani e anche dalla crescita dei bombardamenti aerei americani.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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