Venezuela: l’alto commissario ONU Bachelet riconosce crisi umanitaria

Pubblicato il 21 marzo 2019 alle 15:20 in America Latina Venezuela

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Durante l’anteprima del rapporto preparato dall’Alto commissariato ONU per i diritti umani sul Venezuela, Michelle Bachelet ha denunciato la grave crisi dei diritti umani nel paese e il crollo dei servizi sanitari ed educativi che hanno portato al l’esodo di più di tre milioni di persone. Secondo Bachelet, in visita in Venezuela invitata da Maduro, nonostante questo panorama, le autorità venezuelane si rifiutano di riconoscere le dimensioni della ” vasta crisi umanitaria “, mentre le sanzioni imposte dagli Stati Uniti rischiano di “aggravare ulteriormente la situazione economica” del paese latinoamericano.

Sulla repressione, Bachelet ha detto che le forze di sicurezza venezuelane, sostenute da “gruppi armati”, prossimi a gruppi paramilitari del governo hanno represso il dissenso pacifico con uso eccessivo della forza, provocando morti e ricorrendo a torture documentate dal suo ufficio. Allo stesso tempo, l’ex presidente del Cile ha citato testimonianze che accusano la forza di azioni speciali della polizia nazionale (FAES) di aver giustiziato 37 persone a gennaio a Caracas, in irruzioni illegali su case in aree povere dove è alto il sostegno all’opposizione.

“Gli omicidi seguono uno schema simile e si verificano durante le incursioni illegali sulle case fatte dalla FAES, per poi riferire di una morte a seguito di uno scontro armato, anche se i testimoni hanno riferito che le vittime erano disarmate” – ha sintetizzato Bachelet in riferimento alla metodologia impiegata e con cui nel 2018 sarebbero state uccise 205 persone.

“Come risultato diretto di questa profonda crisi dei diritti umani, oltre tre milioni di persone sono fuggite dal Venezuela in cerca di cibo, cure mediche, lavoro e protezione” – ha detto la ex presidente del Cile, duramente criticata in patria e in tutta l’America Latina per aver taciuto finora sulle dimensioni di una crisi umanitaria che coinvolge l’intero continente. 

In riferimento ai recenti blackout in Venezuela, il commissario delle Nazioni Unite ha affermato che “simboleggiano i problemi infrastrutturali che affliggono il paese”, dove un milione di bambini ha smesso di andare a scuola a causa dei problemi economici delle loro famiglie e scuole o per semplice mancanza di insegnanti, molti dei quali sono emigrati, ha aggiunto Bachelet. 

Sul lavoro dei giornalisti, dopo settimane dure di arresti e procedimenti giudiziari, Bachelet ha detto che le autorità venezuelane hanno perseguitato senza fondate ragioni giornalisti, leader dell’opposizione e critici. Bachelet ha anche osservato il caos del sistema sanitario del paese, uno dei motivi di vanto del governo chavista. “Il sistema sanitario continua a deteriorarsi, il che ha un impatto significativo sulla mortalità materna e infantile e sulla diffusione di malattie infettive, un fenomeno che in precedenza era sotto controllo”.

Secondo l’alto commissario ONU, tutto questo panorama “nero” sarà aggravato dalle sanzioni imposte dagli Stati Uniti sui trasferimenti finanziari legati alla vendita di petrolio venezuelano e che potrebbero ulteriormente danneggiare l’economia.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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