Nicaragua: Ortega pronto a liberare tutti i prigionieri politici

Pubblicato il 21 marzo 2019 alle 8:08 in America Latina America centrale e Caraibi

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, è pronto a liberare entro 90 giorni tutti i prigionieri politici ancora presenti nel paese. Il governo di Managua cede così alle pressioni dell’opposizione, che aveva sospeso il negoziato, e accoglie la proposta dell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) di mediare solo a condizione che tutti i prigionieri politici venissero liberati.

In cambio l’Organizzazione degli Stati Americani si impegna a far abrogare le sanzioni internazionali imposte dal governo degli Stati Uniti contro esponenti del governo di Ortega e alti funzionari nicaraguensi, tra cui la moglie di Ortega e vicepresidente, Rosario Murillo. La notizia della liberazione dei prigionieri e della ripresa del negoziato ha  generato grandi aspettative nel paese, in un momento in cui Ortega è sottoposto a forti pressioni internazionali. La scorsa settimana a larghissima maggioranza anche il Parlamento europeo aveva chiesto sanzioni contro il governo di Managua.

La decisione di liberare gradualmente i detenuti considerati prigionieri politici è il risultato degli sforzi del rappresentante del Vaticano in Nicaragua, Waldemar Stanislaw Sommertag, e del delegato dell’Organizzazione degli Stati Americani, Luis Rosadilla, che prenderebbe parte come osservatore internazionale al tavolo delle trattative, nominato dal segretario generale della OEA, Luis Almagro.

Il 15 marzo, Almagro ha inviato una lettera al ministro degli esteri nicaraguense Denis Moncada in cui ha riferito che la OEA sarebbe disposta a partecipare ai colloqui solo se tutte le persone considerate prigionieri politici dalla Commissione interamericana per i diritti umani fossero state rilasciate. La Commissione in precedenza aveva pubblicato un rapporto molto duro sulle violazioni dei diritti umani nel contesto delle proteste in corso Nicaragua dal 18 aprile 2018.

Mercoledì 20 marzo, il governo ha annunciato quale sarà l’agenda negoziale con l’Alleanza civica dell’opposizione, che include questioni che, fino ad ora, Ortega non era disposto a discutere, tra cui le riforme elettorali. Sebbene il documento ufficiale non menzioni le elezioni anticipate, diverse fonti stampa riportano che questa sarà la questione prioritaria nei colloqui. 

Tra i punti al centro del negoziato c’è anche il “rafforzamento dei diritti e delle garanzie dei cittadini” in un paese in cui le proteste sono state bandite per legge dal governo sandinista dal settembre dello scorso anno e ogni principio di dimostrazione è soffocato nella violenza, come dimostrato sabato 16 marzo, quando il la polizia ha arrestato oltre 160 persone che volevano partecipare a una marcia per chiedere il rilascio dei prigionieri politici.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.