Trump vuole Bolsonaro nella NATO

Pubblicato il 20 marzo 2019 alle 10:10 in Brasile USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Donald Trump e Jair Bolsonaro hanno inaugurato martedì 19 marzo a Washington una nuova tappa nelle relazioni tra Stati Uniti e Brasile a Washington. I due leader, al termine di un vertice alla Casa Bianca, hanno mostrato grande sintonia e affermato che il ritorno del socialismo è un “rischio imminente” come dimostra la crisi venezuelana.   Il presidente degli Stati Uniti ha ricevuto alla Casa Bianca colui, dopo aver vinto le elezioni, è stato battezzato come “il Trump dei Tropici”, a causa del discorso duro e nazionalista grazie al quale entrambi sono arrivati al potere. Trump ha mostrato il suo sostegno all’ingresso del Brasile nell’OCSE, che riunisce 30 paesi europei, americani e asiatici, e persino ad un possibile ingresso nella NATO. 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato nell’incontro con il capo di stato brasiliano Jair Bolsonaro di non escludere che il Brasile possa ricevere lo status di membro della NATO. “Lo stiamo valutando molto seriamente, che si tratti di diventare membro NATO o qualcos’altro legato con l’alleanza” – ha detto Trump ai giornalisti, pur ammettendo che Bolsonaro dovrebbe “parlare con molte persone” prima di entrare nell’Alleanza Atlantica.

Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato inoltre di sostenere l’ingresso del Brasile all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). “Sostengo i loro sforzi di aderirvi”, ha detto Trump al termine del vertice con Bolsonaro. In cambio il Brasile accetta di adeguarsi meglio a una serie di regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Brasilia ha cercato l’appoggio di Washington nel suo tentativo di unirsi l’OCSE, i cui accordi in materia di difesa permetteranno alle società brasiliane di partecipare a gare d’appalto del Pentagono, un obiettivo primario dell’impresa aeronautica Embraer, e di comprare i materiali americani a prezzi migliori. Washington, al contempo, stava cercando l’autorizzazione per le sue compagnie a utilizzare la base spaziale militare di Alcántara, nello stato di Maranhão (nord-est), per lanciare satelliti commerciali.

L’intesa perfetta tra Washington e Brasilia, inscenata dallo scambio di magliette delle rispettive nazionali di calcio tra Trump e Bolsonaro, ha un solo punto di frizione: l’intervento militare in Venezuela. Se entrambi riconoscono Guaidó, chiedono nuove elezioni e siano avversari di Maduro e del socialismo, USA e Brasile non concordano sull’intervento militare. Interrogato dai giornalisti, Trump ha sottolineato che Washington non ha ancora iniziato ad applicare “le sanzioni più dure” contro il regime chavista, sottintendendo che c’è ancora spazio per ricorrere all’uso della forza militare. Il presidente brasiliano, contrario a un intervento militare statunitense in Venezuela come il resto dei paesi latinoamericani, ha evitato di commentare se avrebbe permesso la presenza di truppe statunitensi nel suo territorio in quel caso.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.