Mare Ionio entrata nel porto di Lampedusa

Pubblicato il 20 marzo 2019 alle 11:44 in Immigrazione Italia

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I 49 migranti a bordo della nave Mare Ionio, del progetto Mediterranea, verranno fatti sbarcare nel porto di Lampedusa dalla Guardia di Finanza. La notizia è stata annunciata dal portavoce della Ong, Alessandra Sciurba, la quale ha spiegato che la polizia ha ricevuto ordine dalle autorità italiane.

Il ministro dell’Interno e vice-premier, Matteo Salvini, il 19 marzo, aveva riferito che non avrebbe permesso lo sbarco dei migranti a bordo della Mare Ionio, in quanto l’operazione effettuata dalla ong non è stata una missione di salvataggio, ma un “favoreggiamento all’immigrazione clandestina”. Allo stesso modo, il sottosegretario del Ministero dell’Interno, Nicola Molteni, ha dichiarato che le attività di salvataggio in mare dovevano essere effettuate dalla Guardia Costiera libica, dal momento che il soccorso da parte dell’imbarcazione italiana è avvenuto in acque territoriali libiche.  

Dopo aver negato l’accesso ai porti italiani a Mare Ionio, Salvini, martedì 19 marzo, ha creato un nuovo gruppo di lavoro composto da esperti e ufficiali della polizia italiana per valutare la situazione in riferimento allo sbarco dei migranti. Tale mossa ha seguito l’istituzione di una direttiva in relazione alle procedure di salvataggio nel Mediterraneo, in cui l’azione della Mare Ionio è stata definita “illegale”. Tale direttiva riferisce altresì che chiunque aiuti migranti senza documenti in acque non italiane, in un’operazione non coordinata direttamente dalle autorità di Roma, arreca un danno all’ordine e alla sicurezza dello stato. La nuova disposizione stabilisce inoltre che l’Italia non è obbligata ad assegnare un “porto sicuro” in base al diritto internazionale se un’imbarcazione si dirige “deliberatamente e autonomamente” verso l’Italia, che non deve essere considerata l’unico luogo in cui attraccare dopo un’operazione di salvataggio, dal momento che i porti di Libia, Tunisia e Malta sono altrettanto vicini.

I dirigenti di Mediterranea hanno dichiarato di non essere intimiditi dall’atteggiamento di Salvini, e che la sua direttiva “non ha molto valore”. “Per quanto ci riguarda, noi rispettiamo i diritti delle persone, il diritto internazionale e le convenzioni internazionali”, ha specificato Sciurba.

Il portavoce della Guardia Costiera libica, l’ammiraglio Ayob Amr Ghasem, ha confermato, in linea con Salvini, che Mare Ionio ha agito in maniera impropria nel salvare i migranti nelle acque libiche. Ghasem ha spiegato che l’imbarcazione italiana ha contattato le autorità di Tripoli solo dopo aver soccorso gli stranieri in mare, e non prima, come avrebbe dovuto. A suo avviso, il gommone su cui viaggiavano non era in difficoltà.

Il premier italiano, Giuseppe Conte, ha assicurato che non si verificheranno sbarchi indiscriminati come in passato e che l’Italia fornirà assistenza rispettando i diritti umani “come sempre”. Il vice-premier Luigi Di Maio ha informato che sono in corso verifiche sul rispetto della legalità e ha affermato, in breve tempo, verrà trovata una soluzione.

Il rimorchiatore italiano Mare Jonio è partito dal porto di Augusta, in Sicilia, il 5 ottobre 2018, per compiere attività di monitoraggio al largo della Libia, su iniziativa di alcune ong che hanno dato il via all’Operazione Mediterranea. I promotori del progetto umanitario sono diverse associazioni, tra cui Ya Basta di Bologna, Sea Watch e Proactiva Open Arms, le quali hanno annunciato che si tratta di un’azione di “disobbedienza morale” alle politiche del ministro dell’Interni. Il garante dell’iniziativa è un gruppo parlamentare, formato da Erasmo Palazzotto, Nicola Frantoianni, Rossella Muroni e Nichi Vendola, che hanno finanziato il progetto, del valore di circa 700.000 euro, grazie all’appoggio di Banca Etica. Mare Jonio, ribattezzata anche “Mediterranea”, è lunga 37 metri e larga 9 e può trasportare fino a 100 persone.

Dall’inizio del 2018, la Guardia Costiera libica ha aumentato significativamente la propria attività, con il risultato che il numero di sbarchi sulle coste italiane è diminuito dell’80% rispetto al 2017. Da quando Salvini è divenuto ministro dell’Interno, il primo giugno 2018, ha inaugurato una politica più rigida e intransigente nei confronti del fenomeno migratorio, chiudendo i porti italiani alle imbarcazioni delle Ong e delle missioni europee.  

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Sofia Cecinini

di Redazione

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