Guatemala: mandato d’arresto contro candidata anticorruzione

Pubblicato il 20 marzo 2019 alle 13:01 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il giudice di prima istanza della corte penale di Città del Guatemala Víctor Cruz ha emesso un mandato di arresto contro l’ex procuratore generale del Guatemala Thelma Aldana, accusata di aver assunto “in forma anomala” l’avvocato Gustavo Bonilla per offrire corsi di formazione al personale dell’istituzione, mentre l’attuale candidata alla presidenza della repubblica era alla guida della Procura Generale del paese. Bonilla, secondo la denuncia, era un magistrato della Corte Suprema di Giustizia durante quel periodo.

“È una faccenda totalmente manipolata, che può essere spiegata solo dal timore che le persone corrotte che hanno sequestrato lo Stato provano per la mia candidatura. Di fronte alla mia candidatura, hanno dato vita a questo movimento che cerca solo di confondere gli elettori. È pura manipolazione” – ha dichiarato la candidata alle elezioni presidenziali del 16 giugno prossimo al quotidiano El País, che la ha raggiunta telefonicamente in El Salvador, dove si trova per un precedente impegno. “Questo dimostra come le istituzioni Guatemala siano utilizzati per prevenire la mia partecipazione politica, ma non ci riusciranno” – sottolinea Aldana per confermare che prima del mandato d’arresto era stata formalmente registrata in tribunale come candidata alle elezioni presidenziali.

La dichiarazione di Aldana coincide con la valutazione del caso che fa l’analista dell’Istituto di problemi nazionali dell’Università di San Carlos, Edgar Celada. “Ci sono tantissime prove della chiara intenzione, sia del governo sia dell’altra candidata – in allusione indiretta a Sandra Torres, vicina al presidente Jimmy Morales (populista di destra) – per impedire la partecipazione della signora Aldana. Hanno paura che vincerà, qualcosa che non è democratico” – spiega Celada. Thelma Aldana, tuttavia, essendo stata registrata ufficialmente come candidata alla presidenza prima che il mandato d’arresto fosse emesso, è coperta da immunità.

Il fatto che il mandato d’arresto segua di poche ore la registrazione della candidatura dimostrerebbe, secondo Celada, i fini politici della mossa. “Si sono mossi di concerto, Tribunale Elettorale, polizia e magistratura, c’è stata una fuga di notizie, ma sono arrivati troppo tardi”. Non solo, aggiunge l’analista, ma il mandato d’arresto potrebbe avere un effetto controproducente, diventando un errore politico, poiché, vittimizzando Thelma Aldana, “aumenta il sostegno popolare nei suoi confronti”, dirottando su di lei i voti degli oppositori del governo ancora indecisi su quale degli oltre 20 candidati votare.

Al momento della registrazione dei candidati, 21 di loro hanno completato tutte le formalità, anche se quattro di loro presentano problemi. Tra questi Sandra Torres, della Unità Nazionale della Speranza (UNE), candidata del governo uscente, che i sondaggi indicano come favorita, che è stata segnalata sia dalla Procura sia dalla Commissione Anti-Corruzione delle Nazioni Unite per finanziamento illecito della campagna elettorale, ma la Corte suprema ha respinto il fascicolo a suo carico senza nemmeno leggere gli atti, per cui il Tribunale Costituzionale ha preso in carico l’incartamento.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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