Amnesty International denuncia morti civili nei raid aerei degli USA in Somalia

Pubblicato il 20 marzo 2019 alle 12:15 in Somalia USA e Canada

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Amnesty International ha pubblicato un report in cui denuncia la morte di civili in Somalia, nell’ambito dei bombardamenti aerei condotti dagli Stati Uniti contro i terroristi di al-Shabaab e dello Stato Islamico. 

Il documento, intitolato The Hidden US War in Somalia, rende noto che 14 cittadini sono morti, mentre altri 8 sono stati feriti, in solo cinque degli oltre 100 raid effettuati dalle forze statunitensi nei due anni passati. I cinque incidenti, nello specifico, sono stati causati da droni armati Reaper presso il lower Shabelle, una regione somala sotto il controllo di al-Shabaab, posizionata fuori dalla capitale Mogadiscio. Tali attacchi, secondo Amnesty International, hanno violato in diritto internazionale umanitario e, in alcuni casi, possono essere considerati crimini di guerra.

Il consigliere capo di crisi delle operazioni armate e militari di Amnesty International, Brian Castner, ha spiegato che le morti civili evidenziate dall’organizzazione umanitaria in soli 5 bombardamenti mettono in evidenza “il velo di segretezza che avvolge il ruolo degli USA” nella guerra nel Paese del Corno d’Africa, che rappresenta solo un “muro di fumo per nascondere i loro reati”. “Le nostre scoperte contraddicono il mantra degli 0 danni collaterali civili in Somalia che Washington continua a ripetere da anni”, ha aggiunto Castner.

Il report riporta che il numero dei raid aerei americani è aumentato significativamente dal 30 marzo 2017, data in cui il presidente Donald Trump ha firmato in ordine esecutivo con cui ha dichiarati che la Somalia era “un’area di ostilità attive”. Negli ultimi 9 mesi del 2017, le forze statunitensi hanno condotto 34 raid, una cifra superiore ai bombardamenti complessivi effettuati in Somalia tra il 2012 e il 2016. Tale dato è ulteriormente aumentato nel 2018, con 47 operazioni e, dall’inizio del 2019, sono già state condotte 24 missioni aeree contro i terroristi.

Alla luce di ciò, il documento invita gli USA ad effettuare indagini imparziali sulle prove delle morti civili, le quali stanno crescendo con l’aumento sistematico delle operazioni aeree contro i terroristi. Per tutta risposta, lo US Africa Command (AFRICOM) ha pubblicato un comunicato, in cui respinge le accuse di Amnesty International, spiegando che le forze americane, in coordinamento con il governo federale della Somalia, conducono raid aerei per difendere i cittadini somali dal terrorismo, e per assistere le forze somale nella gestione delle sfide alla sicurezza nazionale. “I bombardamenti sono solo una componente del nostro supporto volto a creare una regione più sicura attraverso l’appoggio alle forze di sicurezza somale per colpire al-Shabaab e danneggiare la sua capacità di effettuare attacchi”, recita il comunicato.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’ONU, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. Al Shabaab controlla la maggior parte del Paese, ma dal 2010 l’Unione Africana e le autorità locali hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotel, posti di blocco militari e palazzi presidenziali. Il gruppo mira a rovesciare il governo somalo internazionalmente riconosciuto, per eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana e imporre la propria interpretazione della legge islamica.

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri del terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia.

Tra il 3 e il 4 novembre 2017, gli USA hanno compiuti i primi raid aerei americani contro lo Stato Islamico nel Paese africano.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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