Abiy Ahmed a Doha: Etiopia alla ricerca di investimenti dal Qatar

Pubblicato il 20 marzo 2019 alle 12:03 in Etiopia Qatar

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Il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, ha incontrato a Doha, martedì 19 marzo, il suo omologo qatarino, Abdullah bin Nasser bin Khalifa al-Thani, per cercare di migliorare le relazioni bilaterali tra i due Paesi e attrarre investimenti dallo Stato del Medio Oriente, ricco di gas. Abiy, che ha annunciato programmi per la liberalizzazione dell’economia fin dalla sua elezione, il 2 aprile 2018, spera di attirare gli investimenti diretti esteri di altri Paesi, come il Qatar, in diversi settori dell’economia etiope, precedentemente in mano allo Stato.

Durante la sua visita a Doha, il primo ministro ha altresì visitato il Museo di Arte Islamica, dove ha potuto ammirare la famosa collezione e firmare il libro onorario, elogiando l’impegno del museo nel preservare la cultura e l’identità islamica.

Nel gennaio 2019, l’ambasciata etiope a Doha aveva già organizzato un forum di investimento, dove erano state discusse le varie opportunità di cooperazione economica e commerciale nei settori privati dei due Paesi. La delegazione etiope aveva offerto agli uomini d’affari del Qatar possibilità d’investimento nei settori dell’agricoltura, del manifatturiero, dei servizi, dei medicinali e dei materiali da costruzione. Si prevede che un forum economico tra Etiopia e Qatar venga organizzato entro la fine dell’anno.

Il Qatar si è unito alle altre potenze globali che stanno lavorando per aumentare la loro influenza sul continente africano, in particolare attraverso aiuti economici e cooperazione. La nazione del Medio Oriente, piccola ma ricca di gas, ha intensificato i suoi sforzi per dimostrare di essere una forza di riferimento nell’ambito della sicurezza internazionale, da quando i suoi vicini arabi del Golfo le hanno imposto un boicottaggio diplomatico ed economico nel giugno 2017, accusandola di sostenere il terrorismo. Il Qatar è il più grande esportatore mondiale di gas naturale liquefatto.

L’Etiopia, invece, da quando Abiy Ahmed è diventato primo ministro, il 2 aprile 2018, ha avviato un cambiamento radicale non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello politico e sociale. Uno dei maggiori risultati finora ottenuti è stata la firma dell’accordo di pace con l’Eritrea, il 9 luglio, con cui i due Paesi vicini hanno sancito fine dello stato di guerra, in corso dal maggio 1998. Abiy ha altresì intrattenuto colloqui di pace con diversi gruppi di ribelli, tra cui l’Oromo Liberation front (OLF), il Patriotic Ginbot (PG7), l’Ogaden National Liberation Front (ONLF) e il Tigray People’s Democratic Movement.

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Chiara Gentili

di Redazione

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