Mosca risponde a UE su non riconoscimento referendum in Crimea

Pubblicato il 19 marzo 2019 alle 6:20 in Russia

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In precedenza, l’UE ha annunciato il suo impegno nel portare avanti una politica di non riconoscimento della penisola come parte del territorio russo. La dichiarazione indica anche che il referendum in Crimea ha portato a un pericoloso aumento della tensione nello stretto di Kerch e nel mare di Azov.

Secondo il deputato della Duma di Stato Ruslan Balbek, l’Unione Europea “compatisce l’Ucraina” in maniera tollerante. Allo stesso tempo, il parlamentare ha definito la dichiarazione dell’UE “falsa e propagandistica”.

La compassione è tutto ciò che l’Ucraina ha ricevuto dall’Europa come supporto dopo il referendum: non ci sono navi da guerra, niente soldi per le spese militari, nulla“, ha dichiarato il deputato.

Un altro deputato ha sottolineato che Bruxelles si trova ora in una situazione difficile, poiché sta cercando di destreggiarsi tra i propri interessi e le istruzioni di Washington.

Anche il Consiglio della Federazione ha condannato duramente la dichiarazione dell’Unione Europea.

Secondo il senatore della Crimea, Sergej Tsekov, questa posizione giustifica le azioni delle autorità ucraine durante l’incidente nello stretto di Kerch, sebbene sia stata Kiev a violare il diritto internazionale in quella situazione.

“Bruxelles non vuole capire l’essenza di quanto è accaduto a marzo del 2014”, ha aggiunto il senatore.

“Questa è l’essenza dei doppi standard che ci presenta la moderna comunità europea: secondo Bruxelles non tutti godono del diritto all’autodeterminazione, e in particolare la Crimea. È da tempo che l’Europa non riconosce la penisola come parte integrante della Federazione Russa”.

Un altro senatore, Franz Klintsevich, ha affermato che la Russia vive da cinque anni in questa condizione di non riconoscimento del referendum in Crimea ed è pronta ad andare avanti così.
“L’Unione europea sta facendo del male, prima di tutto, a se stessa, rinviando a tempo indefinito la costruzione di una nuova Europa unita, che, tra l’altro, è ciò di cui gli americani hanno più paura. È tempo di realizzare finalmente i propri interessi e smettere di seguire le politiche statunitensi”, ha concluso il senatore.

La Crimea è diventata una regione russa nel marzo del 2014 a seguito di un referendum in cui il 96,77% degli elettori della Repubblica e il 95,6% degli abitanti di Sebastopoli votò per l’annessione alla Russia. Il referendum si è tenuto un mese dopo il colpo di stato che ha avuto luogo in Ucraina e ha innescato un conflitto armato interno nel sud-est del Paese. Mosca ha ripetutamente affermato che gli abitanti della penisola hanno votato nel pieno rispetto  del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite e hanno fatto “una scelta consapevole a favore della Russia”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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