Migranti: nave Mare Ionio ferma al largo di Lampedusa

Pubblicato il 19 marzo 2019 alle 11:06 in Immigrazione Italia

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La nave Mare Ionio, battente bandiera italiana e parte del progetto Mediterranea, si trova a un miglio e mezzo da Lampedusa, con a bordo 49 migranti, tra cui 12 minorenni, soccorsi nella giornata di lunedì 18 marzo al largo della Libia.

L’imbarcazione, che non è ancora stata autorizzata a sbarcare, è circondata da tre motovedette, rispettivamente due della Guardia di Finanza e una della Guardia Costiera italiana, i cui ufficiali sono saliti a bordo della Mare Ionio per svolgere un’ispezione sulla documentazione di bordo secondo quanto riportato dall’agenzia stampa Ansa. Dopo il soccorso dei migranti, la nave aveva chiesto alle autorità italiane un porto sicuro, che è stata tuttavia respinta. Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, ha reso noto che il porto dell’isola è pronto ad accogliere gli stranieri, i quali devono ricevere cure mediche e assistenza al più presto.

Il ministro dell’Interno e vice-premier, Matteo Salvini, in diretta su SkyTg24, ha riferito che i migranti potranno essere “curati, vestiti e nutriti”, ma “con il suo permesso non metteranno piede in Italia”. A suo avviso, quella effettuata dalla Mare Ionio non è stata una missione di salvataggio, ma un “favoreggiamento all’immigrazione clandestina”. “O c’è l’autorità giudiziaria, che prescinde da me, che riterrà che questo non sia stato un soccorso, perché mi sembra evidente in base agli elementi certi e ad altri che sono oggetto di approfondimento e indicano che c’è un’organizzazione che gestisce, aiuta e supporta il traffico di esseri umani, oppure il Ministero dell’Interno non indica nessun porto”, ha precisato Salvini, aggiungendo che si tratta di una “nave dei centri sociali”.

“A bordo ci sono altri esponenti della sinistra e ultrasinistra, che stanno a mio parere commettendo un reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina perché hanno raccolto questi migranti in acque libiche mentre stava intervenendo una motovedetta libica”, ha continuato il capo del Viminale.

Il rimorchiatore italiano Mare Jonio è partito dal porto di Augusta, in Sicilia, il 5 ottobre 2018, per compiere attività di monitoraggio al largo della Libia, su iniziativa di alcune ong che hanno dato il via all’Operazione Mediterranea. I promotori del progetto umanitario sono diverse associazioni, tra cui Ya Basta di Bologna, Sea Watch e Proactiva Open Arms, le quali hanno annunciato che si tratta di un’azione di “disobbedienza morale” alle politiche del ministro dell’Interni. Il garante dell’iniziativa è un gruppo parlamentare, formato da Erasmo Palazzotto, Nicola Frantoianni, Rossella Muroni e Nichi Vendola, che hanno finanziato il progetto, del valore di circa 700.000 euro, grazie all’appoggio di Banca Etica. Mare Jonio, ribattezzata anche “Mediterranea”, è lunga 37 metri e larga 9 e può trasportare fino a 100 persone.

Secondo le stime del Viminale, dal primo gennaio al 19 marzo 2019, sono sbarcati in Italia 348 migranti, una cifra minore di oltre il 94% rispetto ai 6.161 stranieri giunti via mare nel nostro Paese nello stesso periodo del 2018. Le prime cinque nazionalità di migranti sono tunisina, bengalese, algerina, irachena e somala.

Da quando Salvini è salito alla guida del Ministero dell’Interno, il primo giugno scorso, oltre ad aver chiuso i porti italiani alle imbarcazioni delle ong e delle missioni europee, ha dichiarato di volere un cambio del piano operativo sui porti di sbarco della missione Sophia, affinché l’Italia non sia più il principale porto di sbarco d’Europa.

L’Operazione Sophia è stata lanciata il 22 giugno 2015 dall’Unione Europea, con lo scopo di contrastare l’attività illegale dei trafficanti di esseri umani lungo il Mediterraneo centrale. Vi partecipano 26 Paesi su 28, ad esclusione di Danimarca e Slovacchia. Dall’ottobre 2016, gli ufficiali della missione sono impegnati nel sostegno e nell’addestramento della Guardia Costiera e della marina libica.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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