Maduro rinnova il governo e punta su cambiamenti in economia

Pubblicato il 19 marzo 2019 alle 9:06 in America Latina Venezuela

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Nicolás Maduro ha annunciato le dimissioni di tutti i ministri del governo venezuelano. La vicepresidente, Delcy Rodríguez, ha affermato via Twitter che il leader chavista ha chiesto alla sua squadra di “mettere il loro incarico a disposizione per avviare una profonda ristrutturazione con l’obiettivo per proteggere la patria di Bolivar e Chávez contro qualsiasi minaccia”.

Fino ad ora i nuovi nomi del governo venezuelano non sono stati resi noti, ma numerosi analisti sottolineano già che si tratta di un “rimpasto e non di un vero cambiamento”, data la necessità del chavismo di conquistare nuovamente l’iniziativa nelle strade del Venezuela e ridurre le conseguenze negative di una settimana disastrosa senza elettricità e senza luce in gran parte del paese e senz’acqua in alcuni stati. Sotto pressione a livello internazionale e con la diplomazia americana che raddoppia gli sforzi per spezzare il fronte militare che lo sostiene, Maduro intende circondarsi solo di coloro sulla cui lealtà non ha alcun dubbio per “proteggere” il paese, come annunciato dalla vicepresidente.

“I cambiamenti dei ministri di Maduro e prima di lui di Chávez, in passato sono stati sempre intesi come un mezzo per guadagnare tempo e per dare la sensazione che è in corso un cambiamento, ma sempre addossando a un terzo la responsabilità dei problemi del paese” – ha spiegato all’edizione americana del quotidiano spagnolo El País l’analista Luis Vicente Leon, direttore del centro studi politico Datanalisis.

Secondo l’analista, Maduro “può introdurre alcune varianti in economia ma mai nel sistema politico. In economia c’è un dibattito tra i moderati e i radicali, più vicini al comunismo tradizionale, ma molto probabilmente i cambiamenti saranno destinati a far sentire i settori economici a proprio agio per metterli in condizione di negoziare con gli Stati Uniti. Dobbiamo ricordare infatti che le sanzioni sono rivolte contro il governo, ma non contro le compagnie private, e il chavismo cercherà di creare relazioni con gli attori economici che lo aiutino a evitare queste sanzioni, come ha fatto la Russia con il settore privato e con le sue aziende petrolifere”.

L’annuncio del rimpasto di governo di Maduro avviene in una situazione politica grave con la legittimità del Presidente seriamente messa in discussione, mentre aumenta il deterioramento dei servizi pubblici. All’iperinflazione si aggiungono pessime prospettive economiche che prevedono che il Venezuela non sarà in grado di estrarre più di 800.000 barili al giorno nel 2019, cinque volte meno di 20 anni fa. Per analisti e osservatori nazionali e stranieri, l’interesse principale è quello di conoscere il futuro e la nuova posizione dei nomi più importanti chavismo come l’attuale ministro degli esteri, Jorge Arreaza, il ministro della Difesa, Vladímir Padrino López, il ministro della Comunicazione Jorge Rodríguez e la vicepresidente, Delcy Rodríguez.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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