Venezuela: vertice USA-Russia a Roma

Pubblicato il 18 marzo 2019 alle 7:20 in Russia USA e Canada Venezuela

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Il viceministro degli Esteri russo Sergej Rjabkov ha reso noto che ci saranno consultazioni con il rappresentante speciale americano per il Venezuela, Elliott Abrams, il 18 e il 19 marzo a Roma.

Sabato 16 marzo, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti aveva dichiarato che Abrams avrebbe discusso la situazione nel paese latinoamericano con Rjabkov e con alcuni funzionari italiani a Roma il 18 e il 19 marzo.

In una breve dichiarazione del Dipartimento di Stato, è stato specificato che il motivo dell’incontro è uno: “il deterioramento della situazione in Venezuela “. Allo stesso modo, il documento indica che Elliott Abrams incontrerà anche funzionari italiani, tra cui Pietro Benassi, il consigliere diplomatico del presidente del consiglio Giuseppe Conte.

Il viceministro russo ha spiegato che le consultazioni si terranno “in formato internazionale” con la partecipazione di delegazioni e che prevedono la presenza dell’Italia, non vi dovrebbe essere, a meno di cambiamenti dell’ultimo minuto, un vertice a due tra Abrams e Rjabkov.

Sergej Rjabkov ha aggiunto inoltre che Mosca non ha modificato posizione sul Venezuela ed ha spiegato: “presenteremo con fermezza alla controparte americana tutte le nostre posizioni, tra cui c’è la contrarietà assoluta all’uso della forza e, in generale, a ogni tipo di interferenza esterna e alla pressione che si sta esercitando sul legittimo governo di Maduro”.

Secondo Rjabkov, la Federazione russa non ha nulla da modificare nella linea adottata in Venezuela, mentre Washington dovrà “rispondere delle ingerenze” in Venezuela.

Il vicecapo della diplomazia russa ha aggiunto che durante le consultazioni, la Russia solleverà la questione della pressione esercitata sulle imprese russe per le loro attività con le imprese in Venezuela.

Il 2 marzo scorso, su iniziativa della parte americana, ha avuto luogo una conversazione telefonica tra i capi delle diplomazie della Russia e degli Stati Uniti. Secondo il sito ufficiale del Ministero degli Esteri della Federazione russa, durante la conversazione Sergej Lavrov ha confermato a Mike Pompeo la disponibilità di Mosca a negoziare con Washington sul Venezuela, ma solo se si osservassero i principi della Carta delle Nazioni Unite.

Dopo il contestato giuramento di Maduro per il secondo mandato lo scorso 10 gennaio e la conseguente auto-proclamazione a presidente ad interim del presidente dell’Assemblea Nazionale Juan Guaidó il successivo 23 gennaio, Washington e altri 50 paesi, tra cui le principali potenze europee e latinoamericane, hanno riconosciuto Guaidó come presidente legittimo del Venezuela, mentre Mosca e Pechino, principali creditori di Caracas, difendono la legittimità di Nicolás Maduro. A differenza della maggior parte dei paesi UE, l’Italia (assieme a Grecia, Slovacchia e Slovenia), non ha riconosciuto né il giuramento di Maduro né l’auto-procamazione di Guaidó.

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Traduzione dal russo e dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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