Scontri per l’acqua tra tagiki e kirghisi: due morti alla frontiera

Pubblicato il 18 marzo 2019 alle 6:10 in Kirghizistan Tajikistan

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Almeno due persone sono state uccise in scontri tra residenti locali al confine tra il Kirghizistan e il Tagikistan.

Lo scontro è scoppiato nella zona dell’exclave tagika di Vorukh il 13 marzo scorso, apparentemente a causa di disaccordi su una strada in costruzione che taglierebbe i rifornimenti idrici all’exclave. Secondo i resoconti dei media locali, centinaia di tagiki e kirghisi hanno iniziato a tirarsi pietre, finché non sono stati sparati colpi di arma da fuoco, anche se non è chiaro al momento chi abbia sparato, se civili o guardie di frontiera.

È stato anche riferito da canali ufficiali di entrambe le repubbliche ex-sovietiche che i presidenti del Kirghizistan, Sooronbay Jeenbekov, e del Tagikistan, Emomali Rahmon, hanno avuto una conversazione telefonica per disinnescare la situazione, potenzialmente esplosiva.

Il portale di notizie tagiko in lingua russa Asia Plus ha riferito che il 13 marzo, Hussein Khakimov, residente del distretto di Isfara nel Tagikistan settentrionale, è stato ucciso vicino al villaggio di Chorkuh, alcuni chilometri a nord di Vorukh. La radio “Ozodi” riporta le parole di un operatore sanitario locale che ha annunciato il 14 marzo la morte di un’altra persona, Rafuddin Teshaev, morto a seguito di una ferita da proiettile al petto. Inoltre, la sera del 14 marzo, le guardie di frontiera tagike hanno riferito che 11 persone sono state ricoverate in ospedale con gravi ferite.

Le guardie di frontiera tagike hanno inoltre accusato i cittadini del Kirghizistan di aver dato fuoco a un magazzino nel villaggio di Chorkuh, situato in Tagikistan.

Cholpon Berdikulova, portavoce dell’amministrazione regionale della regione di Batken, in Kirghizistan, ha riferito ache si sono sentiti degli spari dal lato tagiko del confine. Secondo Berdikulova, le persone sulla scena le hanno riferito che un agente delle forze dell’ordine era stato ucciso a colpi d’arma da fuoco.

Il portale d’informazioni kirghiso Turmush riferisce che il vice primo ministro del Kirghizistan Zhenish Razakov ha incontrato le guardie di frontiera nella città di Aksai, poco lontano dal luogo degli incidenti, lo stesso 14 marzo. Secondo alcuni testimoni gli spari, partiti dal Tagikistan, sarebbero avvenuto in concomitanza con la visita del politico. Fonti tagike riferiscono al contrario che alle 15:10 dello stesso giorno “cittadini armati del Kirghizistan” hanno sparato contro cittadini del Tagikistan.

Quello dei giorni scorso non è il primo scontro tra gli abitanti della zona di frontiera negli ultimi anni. Le differenze derivano dalla condivisione delle risorse, comprese le acque di irrigazione dai fiumi locali.

Già da diversi anni, il Kirghizistan sta lavorando alla costruzione di una strada che, secondo la controparte tagika, isola completamente Vorukh, una piccola exclave fertile completamente circondata dal territorio del Kirghizistan. Vorukh si collega con il resto del Tagikistan attraverso un’unica strada che attraversa il territorio del Kirghizistan.

Secondo quanto riferito da funzionari di frontiera del Kirghizistan tutto è iniziato a causa delle proteste del lato tagiko sulla costruzione della strada. Secondo quanto riferiscono i residenti cominciarono a lanciarsi pietre a vicenda, in relazione alle quali intervenivano le forze dell’ordine di entrambe le parti.

Le guardie di frontiera tagike, a loro volta, indicano la ripresa della costruzione della strada Aksai-Tamdyk come una delle ragioni dello scontro, ma non la principale. Secondo loro, infatti, la strada bloccherà uno dei fiumi locali e lascerà Vorukh senza acqua per l’irrigazione dei frutteti di albicocco importanti per l’economia dell’exclave.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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