Onu condanna comportamento di Hamas a Gaza

Pubblicato il 18 marzo 2019 alle 11:17 in Medio Oriente Palestina

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Un inviato dell’Onu ha condannato il governo di Hamas nella Striscia di Gaza, accusandolo di aver soppresso violentemente le proteste pacifiche.

Dal 14 marzo, centinaia di palestinesi sono scesi per le strade a manifestare contro l’aumento del costo della vita a Gaza. Decine di cittadini sono stati arrestati, tra cui diversi giornalisti ed attivisti dei diritti umani, con le forze di Hamas che hanno fatto ricorso alla violenza per porre fine alle proteste.

“Condanno fortemente la campagna di arresti e di violenza effettuata da Hamas contro i manifestanti, tra cui diverse donne e bambini”, ha dichiarato l’inviato dell’Onu in Israele e nei territori palestinesi, Nickolay Mladenov, il quale si è detto molto allarmato di fronte alla brutalità dimostrata dalle forze di Hamas nei confronti dei giornalisti. A suo avviso, data la situazione di forte difficoltà economica presso Gaza, i cittadini stavano manifestando secondo i loro diritti, e devono continuare a farlo senza paura di subire una repressione.

Hamas, che al momento non ha ancora commentato le accuse di Mladenov, controlla Gaza dal 2007, fino a quel momento governata dall’altra fazione del movimento palestinese, al-Fatah.

Hamas e Fatah continuano ad essere divise, senza riuscire a trovare un punto di incontro che porti alla loro riconciliazione. Da una parte, Hamas controlla la città di Gaza, mentre dall’altra al-Fatah guida l’Autorità Nazionale Palestinese, il cui centro amministrativo è a Ramallah, in Cisgiordania. I diversi tentativi per riappacificare le due fazioni sono sempre falliti a causa di una serie di questioni su cui Hamas e al-Fatah presentano posizioni differenti.

A dicembre, Abbas aveva tentato di dissolvere il Parlamento palestinese, controllato da Hamas, che non ha più incontrato dal 2007, anno in cui i militanti della fazione opposta hanno conquistato la Striscia di Gaza. Nonostante il Parlamento, ormai, sia praticamente inattivo, la legge palestinese permette al suo portavoce di agire in qualità di presidente ad interim nel caso in cui Abbas dovesse morire mentre è ancora presidente.

Il tentativo di Abbas di dissolvere il Parlamento, inoltre, è avvenuto dopo che la Corte Costituzionale palestinese di Ramallah ha emesso l’ordine di sciogliere la camera e organizzare elezioni entro 6 mesi.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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