Marocco e USA avviano l’esercitazione militare African Lion 2019

Pubblicato il 18 marzo 2019 alle 10:51 in Marocco USA e Canada

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Il Marocco e gli Stati Uniti hanno dato il via all’esercitazione militare congiunta African Lion 2019, nel Sud del Marocco, presso le città di Agadir, Tifnit, Tan-Tan, Tata e Ben Guerir, vicino a Marrakesh.

La simulazione, che finirà il 7 aprile, include la partecipazione di migliaia di ufficiali militari e di vari tipi di addestramento, tra cui operazioni di peacekeeping, manovre e rifornimento aereo, secondo quanto riferito dallo Staff generale delle Forze Armate Reali. L’agenda dell’African Lion 2019 include altresì simulazioni anti-terrorismo, esercizi di atterraggio e di tattica.

Come spiega il quotidiano marocchino Morocco World News, Rabat e Washington sono partner in diversi settori, soprattutto nella lotta alla minaccia terroristica. Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, rilasciato nel settembre 2018, ha sottolineato che il Marocco possiede “una strategia antiterrorismo efficace che prevede misure preventive” e che si basa sulla cooperazione regionale e internazionale”.

Si tratta del quindicesimo anno consecutivo che viene effettuata l’esercitazione African Lion congiuntamente dal Maricco e dagli USA. Alla simulazione prendono parte anche altri partner di 15 Paesi tra Africa, Nord-America ed Europa. “African Lion è la chiara dimostrazione del forte legame tra i nostri eserciti”, ha affermato il tenente colonnello Winston Tierney, che ha guidato la simulazione del 2018, aggiungendo che tale rapporto rappresenta la pieta angolare della sicurezza nella regione.

Secondo il Global Terrorism Index 2018, il Marocco è un Paese più sicuro di Stati Uniti e Francia. Tale documento ha inserito lo Stato nordafricano al 132esimo posto in una lista di 162 nazioni che indica il rischio di minaccia terroristica. Rispetto al 2017, quando si trovava al 123esimo posto, il Marocco ha guadagnato ben 9 posizioni. Secondo il report dell’Institute for Economic and Peace, le autorità di Rabat hanno attuato 2 strategie per gestire i foreign fighter che sono rientrati in patria: la prima riguarda la de-radicalizzazione, mentre la seconda un programma di prigioni. 

Nel 2015, il Marocco ha adottato una politica che ha permesso alle forze di sicurezza di trattenere i sospettati rientrati nel Paese, per svolgere un’indagine e tenerli sotto controllo, istituendo altresì un programma per contrastare l’estremismo violento attraverso misure di sicurezza severe, cooperazione regionale, condivisione dell’intelligence, promozione dell’islam moderato e riforme democratiche.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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