Afghanistan: talebani fanno prigionieri 50 poliziotti di frontiera

Pubblicato il 18 marzo 2019 alle 6:00 in Afghanistan Asia

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Almeno 50 membri delle forze di sicurezza afghane si sono arresi ai talebani in una battaglia per il controllo della provincia occidentale di Badghis, dopo che la lotta ha causato pesanti perdite umane.

Circa 100 membri della polizia di confine del Ministero dell’Interno afghano hanno tentato di fuggire dalle loro postazioni e recarsi nel vicino Turkmenistan, nella giornata di sabato 16 marzo, ma è stato loro impedito di entrare nel Paese. A riferirlo è stato il presidente del consiglio provinciale di Badghis, Abdul Aziz Bik, il giorno successivo. L’uomo ha aggiunto che circa 50 poliziotti di frontiera afghani si sono arresi, mentre i restanti 50 hanno continuato a combattere contro i talebani nel distretto di Bala Murghab. “Questi soldati hanno combattuto contro i talebani per anni, e se si arrendono, verranno uccisi dai talebani”, ha spiegato Bik.

Bala Murghab è il distretto più densamente popolato dell’intera provincia occidentale, e secondo quanto dichiarato da un altro membro del consiglio provinciale, Abdullah Afzali, sabato 16 marzo, l’area è a rischio di cadere sotto il controllo dei talebani, a meno che non riceva rinforzi via aria e via terra.

Il gruppo talebano ha reso noto che 90 poliziotti di frontiera si sono arresi, e ha postato su Twitter foto che raffigurano una dozzina di uomini in riga, i quali sarebbero, secondo la didascalia che accompagna le immagini, alcuni dei poliziotti fatti prigionieri. Il messaggio informa che molti altri sono stati uccisi.
Jamshid Shahabi, un portavoce del governatore di Badghis, ha affermato che il numero di prigionieri divulgato dai talebani è esagerato. Resta da chiarire anche quante vittime totali siano state causate dal combattimento tra polizia e talebani nel distretto; in tal proposito, il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha twittato che le perdite di vite umane sono state numerose, e ha aggiunto di aver collaborato a consentire che i corpi di 20 soldati fossero consegnati al Corpo dell’esercito nazionale afghano.

In un tweet, il Ministero della Difesa afghano ha reso noto che le sue forze hanno ucciso 12 aggressori a Bala Murghab, nel quadro delle operazioni portate avanti in 10 province del Paese nelle 24 ore precedenti.

Il distretto in questione era già stato teatro di una battaglia la settimana precedente, quando i talebani avevano ucciso 20 soldati afghani e ne avevano catturati altri 20.

Gli scontri nel Paese si sono intensificati da quando il gruppo estremista e gli ufficiali americani hanno finito l’ultimo round di negoziati per la pace, martedì 12 marzo, nonostante entrambe le parti abbiano annunciato progressi, pur senza il raggiungimento di un vero e proprio accordo. Nel Paese in genere il periodo primaverile coincide con un aumento delle violenze.

Circa 17mila unità militari internazionali sono attualmente stanziate in Afghanistan nel quadro delle operazioni condotte dalla missione a guida NATO per aiutare e consigliare le forze governative nazionali.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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