Siria: SDF commentano avanzamento delle operazioni a Baghouz

Pubblicato il 17 marzo 2019 alle 15:20 in Iraq Siria

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Le milizie curde delle Syrian Democratic Forces (SDF), appoggiate dalle forze statunitensi, hanno reso noto che, domenica 17 marzo, oltre 60mila persone, principalmente civili, si sono riversate fuori da Baghouz, l’ultima enclave dell’Isis ormai sotto assedio delle SDF e dei loro alleati da oltre 2 mesi.

Un portavoce delle Syrian Democratic Forces, Kino Gabriel, ha riferito ai giornalisti che 29.600 persone, di cui la maggior parte sono le famiglie dei combattenti jihadisti, si sono arrese da quando, due mesi prima, le truppe curde, sostenute dagli Stati Uniti, hanno iniziato l’assedio finale a Baghouz, ultima roccaforte dello Stato Islamico nella Siria orientale, a est del fiume Eufrate. Di questi 29.600 arresi, 5mila sono militanti islamici, ha informato Gabriel, aggiungendo che altri 34mila civili sono poi stati evacuati da Baghouz.

Un altro portavoce delle SDF, Mustafa Bali, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che già solo un centinaio di persone, tra militanti e loro familiari, si sono arresi nella notte tra sabato 16 e domenica 17 marzo. Tuttavia, Bali ha spiegato che i suoi uomini si aspettavano una fuoriuscita molto più numerosa di islamisti, invece solo questo piccolo gruppo di militanti si è arreso, e gli altri sembrano intenzionati a combattere a oltranza.

Le SDF hanno inoltre reso noto un bilancio dei caduti totali aggiornato, secondo il quale emerge che 1.306 terroristi sono stati uccisi, e molti altri feriti, nel corso della campagna militare, ufficialmente avviata il 9 gennaio; dal lato delle milizie curde, invece, sono morti 82 soldati, e 61 sono stati feriti. Oltre a quelli neutralizzati, altri 520 militanti islamici sono stati catturati durante operazioni speciali condotte intorno all’enclave.

Nella giornata di domenica, un testimone ha avvistato jet della coalizione a guida USA che sorvolavano l’area, ma non si è verificato nessun nuovo raid aereo. Residenti dell’area hanno riferito che centinaia di civili sono rimasti uccisi, negli ultimi mesi, in seguito a pesanti bombardamenti condotti dalla coalizione curdo-occidentale, molti lungo il confine con l’Iraq.

Ex residenti locali hanno riferito che gran parte dei civili fuoriusciti da Baghouz nelle ultime settimane non sono siriani ma iracheni di religione sunnita, con legami tribali dall’altro lato del confine vicino a Deir al-Zor, dove è stanziata una maggioranza sunnita. Essi avevano cercato rifugio in Siria per paura di attacchi vendicativi per mano di Hashd al-Shaabi, gruppo di milizie irachene sciite appoggiate dall’Iran. La maggior parte dei civili fuggiti dal luogo sono stati trasferiti dalle SDF in un campo profughi presso al-Hol, nel nord-est del Paese. Un membro del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), lunedì 11 marzo, ha affermato che circa 20mila donne e minori di origine irachena verranno rimpatriati in Iraq nel corso delle prossime settimane e mesi. Stando alle stime delle Nazioni Unite, nel campo ora sono affollate circa 67mila persone, ben oltre le capacità di accoglienza massima del presidio, e il 90% delle quali è composto da donne e bambini. Gli operatori del rifugio hanno spiegato che le tende, il cibo e le medicine non bastano per tutti, e hanno messoin guardia circa la minaccia che si diffondano malattie.

Le SDF avevano ripreso l’assalto finale contro l’ultima enclave dello Stato islamico domenica 10 marzo; la settimana precedente, erano state costrette a rallentare l’offensiva a causa di alcune preoccupazioni relative alla protezione dei civili rimasti intrappolati nell’area. Nell’arco delle ultime settimane, migliaia di combattenti dell’Isis, di loro proseliti e di civili, per lo più loro familiari, hanno evacuato Baghouz sia prima sia via via che l’offensiva delle SDF avanzava nel villaggio, riversandosi in zone rurali limitrofe alla provincia di Deir al-Zor. La loro evacuazione ha fatto sì che l’assalto finale delle milizie curde non potesse essere lanciato prima di venerdì 1 marzo, giorno in cui le truppe hanno avanzato affermando che non si fermeranno finché i jihadisti non saranno completamente sconfitti. L’offensiva era già stata rallentata notevolmente a causa dell’uso massiccio di tunnel e scudi umani messi in atto dagli islamisti.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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