USA, UE e Canada impongono sanzioni alla Russia per attacco a navi ucraine

Pubblicato il 16 marzo 2019 alle 15:19 in Russia USA e Canada

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Gli Stati Uniti, il Canada e l’Unione Europea hanno imposto nuove sanzioni sulla Russia, venerdì 15 marzo, per punirla del suo attacco contro 3 navi ucraine, oltre all’annessione della Crimea e alle attività condotte da Mosca nell’Ucraina orientale.

Il Dipartimento del Tesoro americano ha reso noto con un comunicato ufficiale di aver imposto sanzioni a 4 membri dei Servizi di Sicurezza Federali russi per il loro coinvolgimento nello scontro navale presso lo Stretto di Kerč, passaggio situato ad est della penisola della Crimea, che congiunge il mar Nero e il mar d’Azov. Con un annuncio coordinato, anche il Canada ha imposto sanzioni su 114 persone e 15 enti in risposta all’azione militare rursa contro le navi ucraine. L’Unione Europea, da parte sua, ha sanzionato altri 8 cittadini russi per la medesima questione, rendendo noto che tali misure colpiscono alti ufficiali del servizio di sicurezza e comandanti dell’esercito accusati di aver impedito alle imbarcazioni ucraine di raggiungere il porto. Nei loro comunicati, sia gli Stati Uniti, sia il Canada, sia l’Unione Europea hanno sottolineato che si tratta di un’azione congiunta. Steven Mnuchin, Segretario del Dipartimento del Tesoro americano, ha commentato: “Gli Stati Uniti e i loro partner oltreoceanici non permetteranno che le continuative aggressioni della Russia contro l’Ucraina passino inosservate”.

Le sanzioni americane colpiscono anche 6 aziende russe operative nel campo della difesa in Crimea, molte delle quali “si sono appropriate di risorse statali ucraine per fornire servizi all’esercito russo” durante l’annessione della Crimea alla Russia del 2014. D’altro canto, il Dipartimento del Tesoro ha imposto sanzioni anche contro due separatisti ucraini, per aver sostenuto “le elezioni governative separatiste illegittime” nell’Ucraina dell’est.

L’indomani, sabato 16 marzo, Mosca ha reagito a tali sanzioni tramite un comunicato del Ministero degli Esteri, nel quale si afferma che la Russia non lascerà “questa azione non amichevole da parte dell’Unione Europea” priva di risposte. La dichiarazione continua asserendo che, anche se l’UE sostiene che il Paese abbia “contravvenuto al diritto internazionale” e fatto uso non giustificato della forza, ciò non corrisponde “affatto alla realtà”; al contrario, si tratterebbe di una “scusa per piazzare i nostri concittadini sulle liste di sanzioni illegittime dell’Unione Europea”, scusa che, si legge nel comunicato, “stupisce per ipocrisia e cinismo”, in quanto gli individui colpiti dalle sanzioni stavano “semplicemente svolgendo il loro lavoro”.

Domenica 25 novembre 2018, tre navi ucraine, due corazzate ed un rimorchiatore, avevano tentato di attraversare lo Stretto di Kerč. Mosca, interpretando tale condotta delle imbarcazioni ucraine come una violazione delle sue acque territoriali, aveva reagito aprendo il fuoco contro le navi e disponendone il sequestro. Kiev, da parte sua, aveva respinto tali accuse, incolpando a sua volta la Russia di aver commesso “un’aggressione militare”. In seguito all’incidente, l’ambasciatore ucraino presso le Nazioni Unite, Volodymyr Yelchenko, aveva invitato la comunità internazionale “a imporre una nuova serie di sanzioni, volte ad affrontare la situazione nella regione”, avvertendo che, in ogni caso, l’Ucraina era “pronta a usare tutti i mezzi disponibili nell’esercizio del suo diritto all’autodifesa”. Il viceambasciatore russo presso le Nazioni Unite, Dmitry Polyanskiy, aveva accusato l’Ucraina di aver pianificato l’incidente per accrescere in tal modo la popolarità del presidente Poroshenko. Nell’incidente, le forze russe avevano requisito 3 imbarcazioni ucraine, prendendo prigionieri 24 soldati ucraini e tenendoli in custodia in Russia.

Oltre alle sanzioni, Stati Uniti, Canada e Unione Europea hanno fatto anche pressioni a Mosca affinché liberi i suddetti soldati.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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