Tensioni tra Erdogan e Netanyahu: leader turco definisce premier israeliano tiranno e ladro

Pubblicato il 14 marzo 2019 alle 7:11 in Israele Turchia

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Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha definito il premier di Israele, Benjamin Netanyahu un “ladro” e un “tiranno”, mettendolo in guardia di non provocare i musulmani facendo entrare i soldati israeliani nei siti sacri di Gerusalemme.

Il leader turco ha altresì riferito che Israele ha osato violare il complesso della moschea al-Aqsa, posizionando le proprie truppe per bloccare gli accessi all’area. “Sei un tiranno (Netanyahu), un tiranno che fa strage di adolescenti palestinesi di 17 anni”, ha affermato Erdogan, mercoledì 13 marzo, aggiungendo che la Turchia continuerà a lottare fino all’ultimo respiro affinché i diritti dei palestinesi vengano rispettati

I commenti di Erdogan hanno seguito la denuncia da parte del portavoce presidenziale, Ibrahim Kalin, nei confronti di Netanyahu, da lui definito “razzista”, per aver dichiarato che “Israele è lo Stato-nazione delle sole persone ebree”. Per tutta risposta, il premier israeliano ha chiamato Erdogan “un dittatore”, criticandolo Ankara per l’arresto di numerosi giornalisti. La Turchia è uno dei Paesi con il più alto numero di arresti di reporter al mondo, con 68 imprigionamenti al dicembre 2018, secondo le stime del Comitato per la protezione dei giornalisti.

Dal momento che circa 77.000 persone sono state trattenute in Turchia dal fallito colpo di Stato del 15 luglio 2016, Netanyahu ha posto l’attenzione su tale fatto, sottolineando che in Israele, al contrario, nessuno è un cittadino di serie B.

I commenti di Netanyahu sono emersi nel corso di un dibattito con il ministro della Cultura, Miri Regev, il quale ha esortato i cittadini israeliani a non supportare il principale rivale del premier alle prossime elezioni, il partito Likud, poiché si alleerebbe ad altri partiti arabi. Dopo aver ricevuto critiche a livello internazionale, tra cui quelle delle attrici israeliane Gal Gadot e Rotem Sela, Netanyahu, su Instagram, ha precisato che “Israele non è soltanto lo Stato dei suoi cittadini”. Tuttavia, ha continuato il premier, in base ad una legge nazionale adottata nel corso dell’anno passato, Israele è lo Stato-nazione delle sole persone ebree.

Tale atto definisce Israele come la patria storica degli ebrei e degrada la lingua araba del suo status precedente come lingua ufficiale. Ad avviso dei palestinesi, questa legge israeliana legalizza una discriminazione e omette qualsiasi riferimento all’uguaglianza. A tale proposito, Netanyahu è stato accusato di demonizzare i cittadini palestinesi di Israele, i quali costituiscono il 17,5% della popolazione israeliana.

Le relazioni tra Turchia e Israele sono molto tese. Erdogan, che dichiara essere il principale difensore della causa palestinese, è molto critico nei confronti delle politiche israeliane. Fino al 2010, Ankara era stata un alleato chiave di Israele nel processo per normalizzare le relazioni in Medio Oriente. A partire dal 31 maggio di quell’anno, i rapporti tra i due Paesi hanno iniziato a deteriorarsi, quando 9 attivisti turchi sono stati uccisi dalle truppe israeliane nell’incidente della Freedom Flotilla per Gaza, una flottiglia di attivisti pro-palestinesi che aveva tentato di violare il blocco di Gaza. Le tensioni si sono ufficialmente calmati nel giugno 2016, quando, grazie a colloqui segreti guidati da Paesi terzi, Israele ha offerto 20 milioni di dollari ad Ankara per risarcire le perdite subite nell’incidente, portando ad una soluzione. 

Non è la prima volta che Erdogan e Netanyahu si scambiano accuse reciproche pubblicamente. Lo scorso aprile, in seguito ad una violenta repressione dell’esercito israeliano di una manifestazione di palestinesi a Gaza, sfociata in 15 morti, il presidente turco ha tacciato l’omologo israeliano di essere un terrorista. La risposta di Netanyahu è giunta in un secondo momento su Twitter, dove ha affermati che “Erdogan non è avvezzo all’eventualità che qualcuno gli risponda a sua volta, ma è meglio che inizi ad abituarcisi. Lui, che occupa Cipro settentrionale, sconfina nel territorio curdo, e massacra civili ad Afrin, non può venirci a parlare di valori e virtù.”

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Sofia Cecinini

di Redazione

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