La fine di un blocco continentale: l’Ecuador lascia l’Unasur

Pubblicato il 14 marzo 2019 alle 10:04 in America Latina Ecuador

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Il presidente dell’Ecuador, Lenín Moreno, ha annunciato la sera di mercoledì 13 marzo la decisione di ritirarsi dall’Unione delle nazioni sudamericane (UNASUR). In linea con le dichiarazioni e la posizione di numerosi di paesi della regione che hanno abbandonato l’Unasur nel corso dell’ultimo anno, il governo ecuadoriano ha avviato il processo per separarsi dal blocco continentale. Il governo di Quito mette in discussione, soprattutto, la sua utilità come meccanismo di integrazione e l’uso politico che l’Unasur ha avuto negli ultimi anni. Lo scorso agosto, dopo l’insediamento di Iván Duque, la Colombia ha avviato lo stesso percorso di uscita dall’organizzazione.

“L’Ecuador è impegnato nell’integrazione regionale, ma in quella che funziona: che integri efficacemente paesi e popoli. Il futuro dei nostri paesi sarà più prospero e reciprocamente vantaggiose se costruiremo ponti di unione” – ha spiegato Moreno, sottolineando che Unasur non adempiva più a questa funzione ed era diventata una piattaforma politica ideologicamente connotata. Lenín Moreno si riferiva alla sinistra latinoamericana di Hugo Chávez, Néstor Kirchner e Lula.

Moreno ha elencato, come promemoria, gli sforzi compiuti dal suo governo per rinnovare e rendere possibile la sopravvivenza dell’Unasur: “Abbiamo inviato missioni di alto livello in tutti i paesi membri per trovare una via d’uscita, i ministri degli Esteri si sono incontrati in vari Forum, abbiamo proposto di riconfigurare un’agenda in modo che l’Unasur si concentri solo su questioni positive, senza la politica perversa dei sedicenti socialisti del XXI secolo. Senza successo. Le condizioni non esistono affinché Unasur possa tornare a lavorare per l’integrazione sudamericana” – ha concluso il successore di Rafael Correa, uno dei padri dell’Unasur, alla presidenza dell’Ecuador.

Il governo ecuadoriano ha insistito inoltre sul fatto che per un anno, la metà degli Stati membri non ha partecipato o contribuito finanziariamente e che il Segretariato generale è rimasto vacante per due anni. “Alcuni leader irresponsabili pretendono di nominare i loro amici alla segreteria, replicando i peggiori vizi del socialismo del XXI secolo” – ha lamentato Moreno mentre sottolineava che il governo del predecessore Rafael Correa ha sprecato 40 milioni di dollari per la costruzione di un edificio, donato affinché diventasse il quartier generale di Unasur. “Invece di spendere così tanto denaro per i pensionati, i bambini per l’istruzione, hanno investito in un edificio che è un’ode allo spreco” – ha affermato il presidente dell’Ecuador in un duro messaggio trasmesso dalla televisione nazionale in cui ha attaccato anche la decisione di costruire una statua del defunto ex presidente argentino Néstor Kirchner. “Abbiamo ben altri eroi” – ha dichiarato lapidario. 

Negli ultimi 12 mesi Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Paraguay e Perù hanno abbandonato l’organizzazione, o avviando un processo di uscita o smettendo de facto di partecipare agli incontri e ai contributi finanziari. Con l’uscita dell’Ecuador, rimangono membri dell’Unasur la Bolivia, che occupa la presidenza rotatoria, l’Uruguay, il Venezuela, la Guyana e il Suriname. 

Nata nel 2009 con l’ambizione di emulare l’Unione Europea e di fungere da contrasto al potere regionale degli Stati Uniti, l’Unasur, accusa Moreno in linea con i leader degli altri sei paesi che hanno abbandonato l’organizzazione, è diventata la cassa di risonanza della sinistra latinoamericana.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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