Incontro Pakistan-India per apertura frontiera per pellegrini Sikh

Pubblicato il 14 marzo 2019 alle 18:30 in India Pakistan

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Funzionari indiani e pakistani si sono incontrati, giovedì 14 marzo, per discutere l’apertura di un valico di frontiera senza visti per consentire ai pellegrini Sikh di visitare facilmente un santuario appena al di là del confine del Pakistan.

L’incontro avviene a seguito di un periodo di grande tensione tra i due Paesi vicini. Il 14 febbraio, l’attacco da parte del gruppo militante islamista con base in Pakistan Jaish-e-Mohammed (JeM), dove 44 paramilitari indiani hanno perso la vita, ha scatenato un escalation di violenza e ha causato la rottura dei rapporti diplomatici tra i due Stati. L’India ha affermato di aver bombardato, il 27 febbraio, un sito d’addestramento del gruppo JeM sul territorio pakistano e di aver ucciso almeno 300 militanti: la notizia è stata confutata dalla pubblicazione di foto satellitari da parte di un think thank americano che mostrano l’accampamento ancora in piedi. A seguito del presunto bombardamento, il Pakistan ha abbattuto due aerei militari indiani, catturando un pilota, poi rilasciato come gesto di pace.

Questo è dunque il primo incontro tra le delegazioni, a causa della ferma linea politica del leader indiano, Narendra Modi, che ha rifiutato gli inviti del premier pakistano, Imran Khan, di sedersi ad un tavolo di discussione.  

Il portavoce del Ministero degli Affari esteri indiano, Raveesh Kumar, ha dichiarato al The New Arab che i colloqui sono iniziati dopo che una delegazione pakistana, guidata da un rappresentante del Ministero degli Esteri Mohammad Faisal, ha attraversato il confine. L’incontro si è concluso con il programma di concedere permessi speciali ai devoti per accedere al santuario, facilitandone l’ingresso senza dover richiedere il visto. Il luogo sacro, il Gurdwara Darbar Sahib, si trova nel distretto di confine Narowal in Pakistan, ed è stato costruito dopo la morte del fondatore della religione, Guru Nanak. Per la vicinanza, il santuario è visibile ad occhio nudo dalla frontiera: i Sikh spesso si radunano per osservarlo da lontano sul lato indiano.

Le dichiarazioni pubblicate a seguito dei colloqui non specificano tuttavia quanto tempo sarà necessario al fine di completare la struttura burocratica del corridoio di confine, e neanche quando l’effettivo attraversamento sarà aperto. Questo è l’ultimo, in linea temporale, di una serie di segnali che indicano che le tensioni tra i due Stati storicamente rivali si stanno allentando. Pochi giorni fa, è stato annunciato che gli ambasciatori sarebbero stati nuovamente inviati a Nuova Delhi e Islamabad. In più, l’amministrazione Khan ha dichiarato di voler cominciare una dura politica repressiva contro i gruppi militantiindicati come terroristici nella lista delle Nazioni Unite che si organizzano sul suo territorio. Il primo ministro ha definito tale situazione come un “retaggio del passato del Pakistan” e ha affermato che ormai i tempi erano maturi per risolverlo. Gli analisti politici ritengono che la scelta di Khan si basi principalmente sulla paura che il Paese possa ritrovarsi isolato nella comunità internazionale, in un momento in cui ha bisogno di nuovi investitori eper risollevare la sua economia. Da poco, Khan ha incontrato il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, in visita nella capitale ed ha stipulato con lui una serie di memorandum of understandings dal valore di 20 miliardi di dollari.

I contrasti tra i due Paesi in relazione al Kashmir vanno avanti da decenni. Tale regione si torva a cavallo tra i due Paesi ed è suddivisa in 3 macro aree oggetto di dispute territoriali. La zona di Jammu e Kashmir, nel centro Sud, è amministrata dall’India; lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, nel Nord, sono sotto la giurisdizione del Pakistan. Infine, la zona Nord-orientale di Aksai Chin è sotto il controllo della Cina. Tale divisione amministrativa, tuttavia, non è riconosciuta formalmente, così che sia l’India, sia il Pakistan, continuano a rivendicare il controllo sulle aree amministrate dall’altro Paese. 

Queste tensioni hanno causato la guerra indo-pakistana del 1947, che ha portato alla suddivisione degli attuali confini. Da allora, il Pakistan che controlla circa un terzo del Kashmir, mentre l’India ne controlla circa metà. Un ulteriore cambiamento è avvenuto nel 1972 alla fine della guerra per l’indipendenza del Bangladesh, precedentemente considerato Pakistan orientale. Data la situazione, da decenni si verificano scontri e, ad avviso di Yusufzai, la pressione esercitata da Trump sul Pakistan non condurrà a una risoluzione dei problemi in Afghanistan.

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di Redazione

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