Venezuela: Guaidó indagato per il blackout

Pubblicato il 13 marzo 2019 alle 9:12 in America Latina Venezuela

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Il Procuratore Generale del Venezuela, Tarek William Saab, nominato dall’Assemblea Nazionale Costituente chavista ha annunciato martedì 12 marzo di aver aperto un’inchiesta contro Juan Guaidó per il suo “presunto coinvolgimento nel sabotaggio compiuto ai danni del sistema elettrico nazionale.” 

La decisione intensifica l’accerchiamento della giustizia, controllata dal governo chavista, nei confronti del presidente dell’Assemblea Nazionale, che il 23 gennaio scorso si è autoproclamato presidente ad interim ed è stato riconosciuto come legittimo rappresentante del Venezuela da oltre 50 paesi.

La decisione del Procuratore generale segue di poche ore la dichiarazione del presidente Nicolás Maduro, che in un messaggio al paese, ha assicurato che sarebbe stata “fatta giustizia”.

Nel suo secondo intervento pubblico dopo il grave blackout che ha lasciato Caracas e altri 20 stati del Venezuela senza corrente elettrica per oltre cinque giorni, Maduro ha affermato che sarebbero stati assicurati alla giustizia non solo i responsabili diretti ma anche i presunti colpevoli intellettuali del blackout, che ha definito un vero e proprio “shock elettromagnetico”. “Solo attraverso la giustizia consolideremo la pace, solo attraverso la giustizia ci sarà la pace in Venezuela – ha dichiarato Nicolás Maduro intervenendo a tarda sera lunedì 11 marzo dal Palazzo Miraflores, sede della presidenza – e penso che il tempo per la giustizia sia arrivato. Giustizia contro il responsabile di questo attacco criminale contro il sistema elettrico venezuelano. I responsabili interni”. 

Nel corso del suo intervento, Maduro ha fatto appello alla “resistenza attiva” delle organizzazioni di base del chavismo, comprese le forze d’urto paramilitari conosciute come collettivi. Maduro ha riferito che ci sono già stati due arresti per quanto accaduto, uno di questi probabilmente il giornalista ispano-venezuelano Luis Carlos Díaz, arrestato lunedì 11 e rilasciato martedì 12 marzo, ed ha indicato il Parlamento, sotto la presidenza di Guaidó, come princopale responsabile del blackout. “C’è stato un grave reato di tradimento, con questo attacco si è cercato di generare uno stato di disperazione, di allerta generale, di scontro tra i venezuelani e di giustificare da parte dell’Assemblea Nazionale, oligarchica e di opposizione, un appello per un intervento militare degli Stati Uniti e un’occupazione del nostro paese” – ha detto il presidente.

Il Procuratore Generale Saab ha assicurato che la nuova inchiesta si aggiunge a un’altra contro Guaidó già aperta da gennaio e per la quale sono state richieste misure precauzionali “che egli ha disatteso” – ha affermato Saab in riferimento al divieto di lasciare il paese che Guaidó ha violato per recarsi in Colombia, Brasile, Argentina, Paraguay ed Ecuador.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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