Soldati israeliani chiudono accessi alla moschea al-Aqsa per disordini

Pubblicato il 13 marzo 2019 alle 7:21 in Israele Palestina

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I soldati israeliani hanno chiuso le entrate al complesso della moschea Al-Aqsa a causa di scontri con i fedeli palestinesi. In particolare, la polizia israeliana ha annunciato l’evacuazione dell’area, nota anche come Monte del Tempio e Spianata delle Moschee, in seguito al lancio di una molotov da parte di alcuni palestinesi contro un check-point militare israeliano.

Secondo quanto riportato da al-Monitor, sono state arrestate 3 persone, mentre altre 2 sono rimaste ferite, prima che il sito venisse evacuato. Al-Jazeera English, che cita fonti giordane, invece, riportano che i palestinesi arrestati ammontano a 5. La presidenza palestinese ha condannato gli scontri, mentre il governo israeliano non ha ancora rilasciato alcun commento sull’accaduto.

Il compound della moschea al-Aqsa costituisce una delle questioni più dibattute nell’ambito del conflitto israelo-palestinese. L’8 novembre 2017, le forze israeliane hanno installato nuove telecamere di sorveglianza all’ingresso della Spianata delle Moschee, sito religioso musulmano situato nel centro di Gerusalemme dove si trova anche la moschea al-Aqsa, in sostituzione delle vecchie telecamere. Tale decisione è giunta tre mesi dopo gli scontri che si erano verificati nella Spianata delle Moschee tra israeliani e palestinesi. 

Il sito era già stato teatro di disordini nel luglio 2017, quando Israele, in seguito all’uccisione di 2 soldati israeliani per mano palestinese, aveva deciso di installare metal detector all’entrata della moschea Al-Aqsa, al fine di rafforzare i controlli di sicurezza ed evitare nuovi attacchi contro il proprio personale. Ciò aveva causato numerose proteste nel mondo arabo che aveva visto nell’installazione delle misure di sicurezza israeliane un tentativo di violare lo status quo del luogo sacro dei musulmani.

Nonostante Israele e la Giordania, nel 1994, abbiano firmato un accordo di pace, spesso emergono tensioni intorno alle politiche israeliane a Gerusalemme, dove Amman è uno dei custodi dei siti sacri musulmani e cristiani ed è anche l’unico altro Paese arabo ad avere relazioni diplomatiche con Israele insieme all’Egitto.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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