SDF: 3.000 militanti dell’ISIS arresi a Baghouz

Pubblicato il 13 marzo 2019 alle 14:56 in Medio Oriente Siria

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Oltre 3.000 militanti dell’ISIS si sono arresi nel bel mezzo dell’offensiva delle Syrian Democratic Forces (SDF), volta a liberare gli ultimi territori siriani ancora sotto il controllo dei terroristi, in prossimità di Baghouz, nel Nord-Est del Paese. La notizia è stata annunciata dal portavoce delle SDF, Mustafa Bali, la sera di martedì 12 marzo, aggiungendo che, nel corso delle operazioni, sono state salvate 3 donne yazide insieme a 4 bambini.

Una squadra della CNN in Siria ha riferito di aver assistito a una serie di scontri che si sono protratti per tutta la notte, fino alla mattina di mercoledì 13 marzo. Al momento, le SDF non hanno ancora fornito dettagli, in attesa di sconfiggere definitivamente i jihadisti. “Il momento decisivo è più vicino che mai”, ha specificato Bali, sottolineando che, ormai, i terroristi dello Stato Islamico si stanno arrendendo in massa.

Nonostante l’imminente sconfitta, nei giorni passati, i militanti hanno rilasciato sui social media un nuovo video in cui dichiarano che la battaglia non è ancora finita. “Se prima controllavamo migliaia di chilometri e adesso ne possediamo soltanto pochi significa che abbiamo perso, ma il giudizio di Dio è diversi!”, afferma nel filmato un jihadista chiamato Abu Abdel Adheem, con la testa coperta da una sciarpa bianca e rossa, seduto per tessa insieme ad altri due uomini e ad un bambino.

Secondo quanto riportato da The New Arab, nonostante il video non sia ancora stato autentificato, le ambientazioni mostrate corrispondono alla situazione descritta dai reporter internazionali e locali che si trovano in Siria.

A inizio marzo, le SDF sono state costrette a rallentare l’offensiva contro l’ultima enclave dello Stato Islamico a causa di alcune preoccupazioni relative alla protezione dei civili rimasti intrappolati nell’area. Nell’arco delle ultime settimane, migliaia di persone tra proseliti e civili, per lo più familiari dei jihadisti, sono state evacuate da Baghouz, riversandosi in zone rurali limitrofe alla provincia di Deir al-Zor. La loro evacuazione ha fatto sì che l’assalto finale delle milizie curde non potesse essere lanciato prima di dell’1 marzo.

La settimana successiva, il capo dello Commando Centrale degli Stati Uniti, il generale Joseph Votel, al Congresso, ha riferito che la lotta contro lo Stato Islamico è ancora lontana dalla fine, i jihadisti non sono stati sconfitti e sono pronti a sferrare nuove offensive nonostante la perdita del territorio in Siria. Nello specifico, Votel ha spiegato che la riduzione del califfato fisico costituisce un successo militare monumentale, anche se la guerra contro l’estremismo non è ancora finita. Alla luce di ciò, la missione degli USA rimane la stessa per cercare di limitare il ritorno dei terroristi nelle aree che sono appena state liberate in Siria.

“La popolazione che viveva sotto il controllo dello Stato Islamico è stata evacuata, ma rimane spaventata e radicalizzata”, ha aggiunto il generale, riferendo che centinaia di foreign fighter che sono stati catturati nel Paese mediorientale insieme alle loro famiglie costituiscono una minaccia latente, motivo per cui occorre velocizzare i processi di rimpatrio nei Paesi di origine. “A mio avviso costituiscono un serio problema generazionale che, se non verrà gestito in modo appropriato, seminerà i semi per un futuro estremismo violento”, ha precisato Votel.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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