Repressione gay in Cecenia, appello a Mosca: intervenga

Pubblicato il 13 marzo 2019 alle 8:53 in Cecenia Russia

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Le autorità russe dovrebbero indagare sulle accuse riguardo a una nuova ondata di persecuzioni anti-lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) in Cecenia e adottare misure per proteggere i difensori dei diritti e i giornalisti che denunciano abusi nella repubblica del Caucaso del nord, una delle 23 che formano la Federazione russa. È quanto ha dichiarato in un appello pubblico Human Rights Watch.

Il 14 gennaio 2019, un attivista di spicco della Rete LGBT russa, Igor Kočetkov, ha dichiarato che la Rete aveva ricevuto rapporti credibili su una nuova ondata di rastrellamenti LGBT da parte delle autorità in Cecenia. Il 29 gennaio ha poi presentato una denuncia all’agenzia investigativa principale della Russia. Il giorno in cui è stata presentata la denuncia, un video di YouTube con minacce esplicite contro Kočetkov ha iniziato a circolare sui social media. Il 30 gennaio ha presentato una denuncia sulle minacce, ma non vi è stata alcuna azione da parte delle autorità né sulla persecuzione in Cecenia né sulle minacce all’attivista.

Almeno 40 persone sono state arrestate e due di loro sono morte in quella che è stata descritta come una nuova ondata di repressione contro gli omosessuali nella repubblica russa della Cecenia. Questo è quanto è stato denunciato lo scorso gennaio dagli attivisti del principale collettivo per i diritti LGBT nella repubblica nordcaucasica. I detenuti sembrano essere situati nelle stesse strutture che appaiono nei rapporti del 2017, quando le denunce di Maksim Lapunov costrinsero il governo centrale a intervenire per porre un freno alla repressione allora in corso in Cecenia, i fatti del 2017 furono al centro di un’indagine federale che per la prima volta mise il Cremlino contro il leader locale Ramzan Kadyrov.

Le autorità cecene hanno sempre negato che ci siano state torture e morti nella regione per motivi legato all’omosessualità. Alvi Karimov, portavoce del presidente ceceno Ramzan Kadyrov, ha assicurato che le accuse sono “tutte menzogne e non hanno un granello di verità”. Karimov insiste sul fatto che nessuno è stato arrestato in Cecenia con l’accusa di essere gay.

Gli esperti delle Nazioni Unite hanno invitato la Russia ad adottare misure per proteggere i diritti dei gay in Cecenia dopo le notizie di una nuova ondata di persecuzioni nei confronti degli omosessuali nel paese dal dicembre 2018.

Gli esperti hanno anche espresso la preoccupazione che, oltre agli uomini omosessuali, anche le donne omosessuali abbiano iniziato a essere perseguitate in Cecenia. Inoltre, secondo le Nazioni Unite, le autorità cecene non consentono alle persone con orientamento sessuale non tradizionale di lasciare la repubblica, distruggendo i loro documenti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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