Macron in visita in Gibuti per affermare l’influenza francese

Pubblicato il 13 marzo 2019 alle 11:04 in Francia Gibuti

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Il presidente francese, Emmanuekl Macron, si trova in visita ufficiale nell’Africa orientale, dove è stato accolto in Gibuti e in Etiopia ed è atteso in Kenya.

In Gibuti, invece, il presidente Ismail Omar Guelleh ha chiesto alle compagnie francesi di investire nella nuova “zona libera internazionale”, ringraziando altresì Parigi per aver supportato la causa di fronte all’Onu in relazione ad un’occupazione territoriale da parte dell’Eritrea, che ha trattenuto 13 soldati del Gibuti. “L’appoggio francese ha permesso alla disputa territoriale con Asmara di essere portata all’attenzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu”, ha riferito il presidente gibutiano.

Con tali dichiarazioni, Guelleh ha assunto una posizione diversa nei confronti della Francia, da cui il Gibuti ha ottenuto l’indipendenza nel 1977. Nel 2015, il presidente del piccolo Paese del Corno d’Africa aveva accusato Parigi di averlo abbandonato, non curandosi di investire.

Il Gibuti, piccolo Paese del Corno d’Africa, ha una posizione strategica, in quanto affaccia sul Golfo di Aden, sul Mar Rosso, che è un’importante zona di transito per il commercio e il petrolio del Golfo Persico. Tale posizione, inoltre, fa sì che il Gibuti costituisca uno sbocco diretto al Medio Oriente. Per tali ragioni, nel Paese sono presenti tre basi militari, una statunitense, una francese e una cinese, la prima che la Cina ha costruito all’estero.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Africa News, la missione di Macron in Gibuti è quella di riaffermare l’influenza sull’ex colonia, alla luce della crescente espansione economica e militare cinese nel continente africano. “La Francia ha considerato il Gibuti un territorio sotto la propria sfera di influenza, ma adesso, con le mire cinesi sempre più evidenti, la competizione è feroce”, ha spiegato un diplomatico francese.

Il primo agosto 2017, la Cina ha inaugurato l’apertura della propria base militare in Gibuti, la cui costruzione era iniziata il 12 aprile 2016. Si tratta della prima base militare cinese all’estero ed è utilizzata per rifornire le navi che prendono parte alle missioni umanitarie e di peacekeeping in Yemen e in Somalia.

Tuttavia, alcuni temono che, in questo modo, la Cina sta cercando di circondare l’India con una forte alleanza militare con il Gibuti, il Bangladesh, il Myanmar e lo Sri Lanka. L’India è una potenza asiatica emergente la cui economia si sta espandendo proprio mentre quella cinese sta rallentando. Inoltre, il buon rapporto che intercorre tra India e Stati Uniti costituisce una minaccia per gli interessi cinesi. Tuttavia, il presidente cinese, Xi Jinping, ha dichiarato di avere intenzione di mettere in atto soltanto un programma di modernizzazione militare che sia in grado di permettere alle forze militari cinesi di dirigere più facilmente operazioni all’estero. Il leader cinese sostiene altresì di non avere mire espansionistiche.

L’accordo militare tra la Cina e il Gibuti permetterà a Pechino di mantenere nel Paese africano la propria presenza militare fino al 2026, con un contingente di più di 10,000 soldati.

In Etiopia, invece, Macron è atterrato ad Addis Abeba, dove è stato accolto dal premier etiope, Abiy Ahmed, con cui ha intrattenuto una cena di stato, porgendo omaggio alle vittime del disastro aereo del 10 marzo, che ha coinvolto un Boeing 737 Max dell’Ethiopian Airlines, in cui sono morte 157 persone, tra cui 9 cittadini francesi.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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