IOM: migranti giunti in Spagna sfruttati lungo tratta del Mediterraneo occidentale

Pubblicato il 13 marzo 2019 alle 6:40 in Immigrazione Spagna

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Secondo il report Displacement Tracking Matrix (DTM), dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM), la maggior parte dei migranti che nel 2018 hanno attraversato la rotta del Mediterraneo occidentale, che collega il Nord Africa alla Spagna, sono stati vittima dei trafficanti di esseri umani, subendo abusi e venendo sfruttati.

Il documento è stato elaborato sulla base di ricerche condotte dall’agenzia dell’Onu nel corso dell’anno passato, su oltre 1.300 stranieri, provenienti da 39 Paesi diversi, giunti in Spagna attraverso tale porzione di Mediterraneo, con un numero maggiore di uomini che hanno riportato di avere subito abusi rispetto alle donne. Le interviste effettuate dallo staff dell’IOM hanno avuto luogo tra luglio e ottobre 2018, nei pressi dei centri di transito o di recezione in oltre 40 comuni spagnoli. Occorre ricordare che, a partire dai mesi estivi dell’anno passato, la Spagna è divenuta il principale porto di arrivo d’Europa, superando l’Italia e la Grecia.

“I risultati della nostra ricerca dimostrano una stima allarmante di incidenti e abusi nei confronti dei migranti lungo la rotta del Mediterraneo occidentale”, ha commentato il capo della missione dell’IOM in Spagna, Maria Jesus Herrera. Le principali nazioni di origine degli stranieri in questione sono state Guinea, Mali, Costa d’Avorio, Camerun, Senegal, Marocco e Algeria. Il report, inoltre, non ha evidenziato un particolare cambiamento nelle rotte migratorie tra il Mediterraneo occidentale e centrale. Degli intervistati, solo l’1,3% ha indicato di aver cambiato il percorso per raggiungere l’Europa, attraversando il Niger o l’Algeria per arrivare in Libia.

Un altro dato importante che è emerso dalle ricerche dell’IOM è che i migranti provenienti da Camerun, Gambia e Guinea sono risultati essere i più sfruttati, mentre quelli originari di Marocco, Algeria e Mauritania sono stati meno oggetto dell’attività dei trafficanti di esseri umani. Tale elemento può essere spiegato con il fatto che, essendo localizzati più lontani dalla costa, i migranti provenienti da Camerun, Gambia e Guinea hanno dovuto intraprendere viaggi più lunghi rispetto a quelli che hanno iniziato il viaggio da Marocco, Algeria e Mauritania, e quindi più rischiosi e complessi.

Questi ultimi 3 Paesi, insieme a Libia e Mali, si sono affermati essere i Paesi transito con la percentuale più alta di sfruttamento e abusi da parte dei gruppi armati o dei trafficanti. Circa il 38% degli intervistati ha dichiarato di aver trascorso almeno 1 anno in transito verso l’Europa, mentre meno di ¼ ha riferito di essere stato in movimento per 3 mesi o meno. Le tratte più comuni emerse dalle interviste, inoltre, sono risultate passare da Mali all’Algeria, in particolare da Bamako alle città algerine di Algeri, Oran e Tamanrasset, e poi attraverso il Marocco, per le città di Casablanca, Rabat o Nador e Tangeri.

Secondo le stime dell’IOM, dal primo gennaio al 10 marzo 2019, sono giunti via mare in Europa 9.826 migranti, di cui 5.203 in Spagna, 4.020 in Grecia, 335 in Italia, 136 a Malta e 132 a Cipro. I morti in mar,e invece, nello stesso periodo, sono stati 230, cifra inferiore rispetto ai 464 decessi registrati nello stesso arco temporale del 2017.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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