Giappone: no risoluzione Onu per violazione di diritti umani di Pyongyang

Pubblicato il 13 marzo 2019 alle 16:30 in Corea del Nord Giappone

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Il Giappone, mercoledì 13 marzo, ha deciso per la prima volta dopo anni di non presentare alle Nazioni Unite una risoluzione congiunta che condanna le violazioni dei diritti umani in Corea del Nord. La motivazione addotta è quella di coadiuvare gli sforzi di pace degli Stati Uniti  per porre fine al programma di armamenti nucleari di Pyongyang.

Il Giappone e l’Unione Europea, ogni anno dal 2008, hanno presentato una petizione che condanna la violazione dei diritti umani da parte della Corea del Nord alle Nazioni Unite. Il Paese asiatico, da parte sua, ha ripetutamente respinto le accuse.

In una conferenza stampa apposita, il capo di gabinetto nipponico, Yoshihide Suga, ha dichiarato che la decisione “è stata presa prendendo in considerazione vari fattori, tra i quali i risultati dell’incontro del vertice tra Stati Uniti e Corea del Nord e la questione dei cittadini giapponesi rapiti, in via di risoluzione”. Il presidente americano, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong Un, hanno dunque tenuto il loro secondo summit il 27 febbraio ad Hanoi, in Vietnam, dove tuttavia i colloqui si sono conclusi presto senza alcun progresso verso l’obiettivo di Washington di indurre la Corea del Nord a rinunciare alle sue armi nucleari e quello di Pyongyang di terminare il regime di sanzioni internazionali. Non è la prima volta che i due si incontrano: il primo summit si è tenuto il 12 giugno 2018 a Singapore, alla fine del quale Trump e Kim avevano firmato un accordo informale, impegnandosi a denuclearizzare la penisola coreana e a sospendere le sanzioni internazionali. Dal primo incontro, tuttavia, pochi progressi sono stati fatti.

Il Giappone sta quindi tenendo d’occhio il dialogo tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord. Tra le varie motivazioni, sussiste la preoccupazione che un accordo tra i due nemici possa portare ad un ridimensionamento degli impegni statunitensi in Asia orientale. Il Giappone teme anche che la questione dei cittadini nipponici rapiti dagli agenti nordcoreani passerà in secondo piano rispetto alle questioni nucleari e missilistiche nei colloqui tra USA e Corea del Nord. Il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha affermato che Trump aveva sollevato la questione dei cittadini giapponesi rapiti nel suo vertice con Kim. Abe ha poi aggiunto che il Giappone si è impegnato a normalizzare le relazioni diplomatiche con la Corea del Nord ma diverse questioni, tra cui il sequestro di cittadini della Corea del Nord, devono prima essere risolte. La Corea del Nord ha ammesso nel 2002 di aver rapito 13 giapponesi negli anni ’70 e ’80 per addestrarsi come spie, e solo 5 di loro sono tornati in Giappone. Il Giappone sospetta che altre centinaia  di cittadini potrebbero essere stati catturati.

A seguito del fallito summit di Hanoi, La Corea del Nord ha promesso che intratterrà nuovi colloqui con gli Stati Uniti. Tuttavia, secondo quanto riferito da  alcuni analisti militari americani e da diversi funzionari dell’intelligence sudcoreana, La Corea del Nord ha iniziato a ricostruire alcune strutture utilizzate per lanciare satelliti in orbita e per testare motori e tecnologie necessarie per il suo programma di missili balistici intercontinentali. Pyongyang, però, non ha condotto test nucleari o missilistici da novembre 2017. Trump ha citato questo come risultato chiave della sua politica di imposizione di dure sanzioni, la quale, secondo il leader della Casa Bianca, avrebbe costretto la Corea del Nord a tornare al tavolo dei negoziati.

Parlando ad una conferenza stampa tenutasi ad Hanoi dopo il vertice, Trump ha dichiarato che Kim aveva promesso di non riprendere i test nucleari o missilistici. Successivamente, gli Stati Uniti hanno annullato 2 esercitazioni militari congiunte su larga scala con la Corea del Sud per contribuire a sostenere gli sforzi diplomatici attuati nei confronti di Kim Jong-un.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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