Etiopia e Francia firmano primo accordo di cooperazione militare

Pubblicato il 13 marzo 2019 alle 13:14 in Etiopia Francia

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L’Etiopia e la Francia hanno concordato il loro primo accordo di cooperazione militare, martedì 12 marzo. L’intesa prevede che Parigi aiuti il Paese africano, privo di sbocchi sul mare, a costruire una propria flotta navale, rafforzando in tal modo i legami economici con il suo partner del Corno d’Africa.

Durante una visita di quattro giorni nella regione, il presidente francese Emmanuel Macron sta cercando di rimarcare la definitiva rottura rispetto al passato coloniale della nazione e sta coltivandole relazioni sempre più intense con gli Stati del Corno. Macron intende sfruttare una miscela di soft power, incentivando cultura e istruzione, e di hard power, puntando sul know-how militare per dare sostegno all’Etiopia in un momento in cui il Paese sta facendo grandi passi avanti in termini di apertura economica e politica. Nella sua visita, il presidente francese è stato accompagnato da una delegazione di uomini d’affari, circa 50, tra cui l’amministratore delegato del gruppo di telecomunicazioni Orange, Stephane Richard, che sta cercando di dare grande visibilità nella regione alla sua società in vista della privatizzazione del settore da parte dell’Etiopia.

“Questo accordo di cooperazione difensiva senza precedenti fornisce un quadro di riferimento per i due Paesi e apre la strada alla Francia per aiutare Addis Abeba a costituire una componente navale etiope”, ha affermato Macron nel corso di una conferenza stampa a fianco del primo ministro etiope, Abiy Ahmed. L’accordo prevede altresì cooperazione aerea, operazioni militari congiunte, opportunità di addestramento e acquisto di attrezzature.

L’Etiopia ha sciolto la sua flotta nel 1991, dopo che l’Eritrea, ex provincia etiope collocata sul Mar Rosso, ha ottenuto l’indipendenza in seguito a una guerra durata tre decenni, nel 1993. “Da quando sei diventato primo ministro la nostra visione dell’Etiopia è profondamente cambiata”, ha sottolineato Macron rivolgendosi ad Abiy Ahmed, diventato premier il 2 aprile 2018. “Siamo qui, in un Paese amico, perché intendiamo rafforzare le nostre relazioni e costruire una nuova pagina della nostra storia comune”, ha continuato il presidente francese.

Parigi fornirà anche 100 milioni di euro all’Etiopia per aiutare la transizione economica del Paese. Abiy e Macron hanno altresì concordato accordi per lo sviluppo del patrimonio culturale della nazione del Corno d’Africa, tra cui la conservazione di chiese e l’apertura di uno scavo archeologico in un villaggio del XII secolo. Inoltre, nel 1917, la Francia aveva costruito una linea ferroviaria tra l’ex colonia Gibuti e Addis Abeba. Nel corso della conferenza stampa di mercoledì, Abiy ha annunciato: “La ferrovia costruita dal Gibuti e dalla Francia ha 100 anni e il lavoro che vogliamo realizzare ora con il presidente Macron è anch’esso a lungo termine, cosicché forse tra 100 anni ne parleremo ancora”.

La Francia dovrà tuttavia competere con la Cina, che detiene livelli di influenza e di affari senza precedenti. Ad esempio, nel tentativo di accelerare la costruzione della Grand Ethiopian Reinassance Dam (GERD), il futuro sistema idroelettrico più grande del continente africano, l’Etiopia ha contratto i servizi di due grandi compagnie cinesi. Martedì 19 febbraio, infatti, l’Ethiopian Electric Power (EEP) ha firmato un patto del valore di 40 milioni di dollari con il China Gezhouba Group Co., Ltd (CGGC), la quale gestirà le attività di commissioning con la diga, che dovrebbe essere operativa nel 2020. L’EEP ha firmato altresì un contratto del valore di 113 milioni di dollari con la Voith Hydro Shangaai, che include diversi lavori elettrici, meccanini e civili-strutturali, necessari per il completamento della GERD.

Da quando Abiy è diventato primo ministro, il 2 aprile 2018, ha avviato un cambiamento radicale non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello politico e sociale. Uno dei maggiori risultati finora ottenuti è stata la firma dell’accordo di pace con l’Eritrea, il 9 luglio, con cui i due Paesi vicini hanno sancito fine dello stato di guerra, in corso dal maggio 1998. Abiy ha altresì intrattenuto colloqui di pace con diversi gruppi di ribelli, tra cui l’Oromo Liberation front (OLF), il Patriotic Ginbot (PG7), l’Ogaden National Liberation Front (ONLF) e il Tigray People’s Democratic Movement.

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Chiara Gentili

di Redazione

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