Bernier: “Rischio di una Brexit disordinata mai così alto come adesso”

Pubblicato il 13 marzo 2019 alle 13:17 in Europa UK

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Il rischio di una Brexit disordinata non è mai stato così alto come in questo momento. È quanto ha commentato il capo negoziatore dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, Michel Barnier, alla luce del respingimento dell’accordo proposto dalla premier, Theresa May, da parte del parlamento inglese, la sera di martedì 12 marzo.  

“L’Unione Europea non può andare oltre nel cercare di persuadere i membri di Westminster ad appoggiare i termini dell’accordo di May per l’uscita dall’UE e, adesso, Londra deve superare l’impasse”, ha continuato Barnier, mettendo in dubbio lo scopo di estendere i colloqui oltre il 29 marzo, data fissata per la Brexit.

Alle 19:00 locali del 13 marzo, i membri del Parlamento inglese voteranno per bloccare o meno l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea senza un accordo. Come spiega la BBC, tale voto riguarda soltanto la data del 29 marzo e non prospetterebbe la possibilità di un’uscita senza accordo più avanti nei mesi, anche nel caso in cui il parlamento non dovesse trovare un punto di incontro.

Nel frattempo, il governo di Londra ha annunciato che la maggior parte delle importazioni nel Regno Unito non vedrebbero applicate tariffe nel caso di una Brexit senza accordo. Tuttavia, Bernier ha riferito che “è ora che il Paese si addossi le responsabilità delle sue azioni”.

Il Parlamento europeo, il 13 marzo, ha adottato una serie di misure di emergenza per fronteggiare l’eventuale Brexit senza accordo, dando l’ok a 4 relazioni. La prima riguarda l’autorizzazione all’export di determinati prodotti europei verso il Regno Unito re l’Irlanda del Nord. La seconda relazione riguarda il proseguimento del programma Erasmus+. La terza tratta della sicurezza aerea, mentre la quarta prevede una deroga per proseguire i programmi di cooperazione PEACE IV e Regno Unito-Irlanda al confine nordirlandese.

Le votazioni del 12 marzo hanno bocciato per la seconda volta l’accordo sulla Brexit proposto dal governo Tory di May, con un totale di 391 voti a sfavore e 242 a favore. Rispetto al primo voto di gennaio, che ha registrato uno scarto di 230 voti, lo scarto di ieri è stato inferiore e pari a 149. In seguito a tale risultato, la premier inglese ha riferito che, qualsiasi sarà la scelta, lei rimane contraria ad un’uscita dall’UE senza alcun accordo. Il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn, ha commentato l’accaduto riferendo che “l’accordo di governo, ormai, è morto”, e che è necessario convocare elezioni politiche anticipate.

La mozione che i parlamentari inglesi dovranno votare la sera del 13 marzo recita: “I Comuni rifiutano di approvare l’uscita dall’Unione Europea senza un accordo di ritiro e un quadro sulle future relazioni il 29 marzo “. May, che attualmente sta presiedendo una riunione di gabinetto, ha riferito che i deputati Tory possono decidere da soli, senza dover seguire gli ordini dei dirigenti di partito, mossa che è stata definita “insolita” per un voto su una decisione tanto importante.

A meno che i colloqui non verranno prolungati, l’uscita dall’UE entro 16 giorni rimane la posizione di default del Regno Unito secondo la legge. Se un’uscita senza accordo verrà respinta, i parlamentari voteranno giovedì 14 marzo per ritardare la Brexit estendendo l’articolo 50 del TUE, che contiene il meccanismo legale per l’uscita del Regno Unito dall’UE, e che può essere concordata solo con l’assenso dei 27 membri dell’UE. L’UE ha affermato che avrebbe bisogno di “una giustificazione credibile” prima di accettare un’eventuale estensione.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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