Venezuela: USA ritirano tutti i diplomatici

Pubblicato il 12 marzo 2019 alle 12:41 in USA e Canada Venezuela

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Gli Stati Uniti ritireranno tutto il personale diplomatico ancora in attività nell’ambasciata a Caracas, a causa della crescente insicurezza nel paese latinoamericano, mentre la crisi in Venezuela si fa più profonda – ha reso noto il segretario di Stato Mike Pompeo lunedì 11 marzo.

La mossa di Washington peggiora le già pessime relazioni tra gli Stati Uniti e il governo chavista di Caracas, con il presidente Donald Trump che ha detto in più occasioni che non esclude nessuna opzione, tra cui l’intervento militare, per estromettere il presidente Nicolás Maduro dal potere. Pompeo ha assicurato che Washington continua a monitora attentamente il rapido evolversi degli eventi in corso nella nazione sudamericana.

Gli Stati Uniti hanno già imposto sanzioni volte a soffocare le vendite di petrolio venezuelane, principale fonte di introiti per il governo di Nicolás Maduro, e in diverse occasioni hanno fatto appello a Russia e Cina, principali sostenitori (e creditori) del governo chavista, affinché abbandonino Maduro e favoriscano l’ascesa del presidente dell’Assemblea Nazionale, Juan Guaidó, che gli USA e altri cinquanta paesi riconoscono come presidente ad interim del Venezuela.

“Questa decisione riflette il deterioramento della situazione in Venezuela, così come la conclusione cui siamo arrivati, e cioè che la presenza di personale diplomatico nell’ambasciata è diventata un ostacolo alla politica degli Stati Uniti” – ha dichiarato in una conferenza stampa Mike Pompeo. Washington aveva già ordinato l’evacuazione del suo personale diplomatico non essenziale dal Venezuela il 24 gennaio scorso, anche se aveva lasciato un gruppo di funzionari per gestire l’ambasciata a Caracas con “capacità limitata di fornire servizi di emergenza ai cittadini statunitensi”.

La decisione del 24 gennaio era stata presa il giorno dopo che il governo di Nicolás Maduro aveva ordinato l’espulsione di tutto il personale diplomatico statunitense nel paese latinoamericano in seguito al riconoscimento da parte del presidente Donald Trump del leader dell’opposizione Juan Guaidó come presidente legittimo. La decisione di ritirare definitivamente il personale diplomatico statunitense da Caracas segue il blackout che ha lasciato gran parte del Venezuela senza corrente elettrica per cinque giorni a causa di un’interruzione  nel funzionamento della centrale elettrica della diga di Guri, nello stato di Bolívar, un collasso nel sistema di approvvigionamento elettrico del paese di cui il governo di Caracas incolpa gli Stati Uniti, accusati di sabotaggio.

Pompeo lunedì 11 marzo ha respinto l’affermazione di Maduro secondo cui gli Stati Uniti sono responsabili per il blackout, puntando invece il dito contro la “natura socialista” del governo venezuelano. “Nicolas Maduro ha promesso ai venezuelani una vita migliore e un paradiso socialista. Si è occupato della parte del socialismo, che ha dimostrato, di volta in volta, una ricetta per la rovina economica – ha detto Pompeo ai giornalisti – ma quanto al paradiso, non ha fatto granché”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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