Catalogna, il ritorno di Puigdemont: si candida alle Europee

Pubblicato il 12 marzo 2019 alle 6:30 in Europa Spagna

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Una “voce libera” per continuare a internazionalizzare il conflitto catalano. Con queste parole la numero 2 del Partito Democratico Catalano (PDeCAT) Elsa Artadi ha definito la decisione dell’ex presidente Carles Puigdemont di presentarsi come capolista alle elezioni europee per Junts Per Catalunya. Puigdemont sarà in competizione con il leader di Sinistra Repubblicana di Catalogna e suo ex vice alla Generalitat, Oriol Junqueras.

Le decisioni che coinvolgono politici detenuti e che hanno lasciato la Spagna per sfuggire alla giustizia non si limitano alla candidatura di Puigdemont. Le liste elettorali della formazione della destra indipendentista catalana per le elezioni legislative del 28 aprile e per le municipali che coincidono con le europee del 26 maggio saranno piene di leader indipendentisti che sono sotto processo per la ribellione nella Corte Suprema.

In questo modo, il settore più vicono all’ex presidente Carles Puigdemont, La Crida, è riuscito a imporre i suoi candidati contro il settore più moderato del PDeCAT. Insieme formeranno le liste di Junts Per Catalunya, ripetendo la formula già utilizzata per le elezioni al Parlamento catalano del 21 dicembre 2017. Una decisione che il quotidiano barcellonese El Periódico considera un ostacolo in più per il primo ministro socialista Sánchez qualora avesse bisogno del voto degli indipendentisti per rimanere alla Moncloa dopo il voto del 28 aprile

I nomi più importanti sono il presidente della Crida, Jordi Sànchez e gli ex Consiglieri Jordi Turull e Josep Rull, tutti e tre imputati, candidati capolista rispettivamente a Barcellona, Tarragona e Lleida, per le elezioni al Congresso dei deputati. Il presidente della Generalitat Quim Torra ha espresso pubblicamente il suo sostegno a Sànchez come candidato per La Crida. L’ex assessore di Puigdemont, Lluís Puig, fuggito in Belgio, sarà il candidato al Senato. Per Girona il candidato sarà l’avvocato Jaume Alonso-Cuevillas, che rappresenta Puigdemont in alcuni processi a suo carico.

L’assessore regionale Artadi ha dichiarato che queste nomine rappresentano la “massima trasversalità”, perché “sentiamo il grido del popolo che ci chiede unità”, e le liste sono così “eredi del 1 e del 27 ottobre” 2017, rispettivamente le date del referendum e della proclamazione d’indipendenza della Catalogna.

L’ex assessore Joaquin Forn, sotto processo per ribellione e sedizione come gli altri politici responsabili del referendum illegale del 1 ottobre 2017, sarà candidato sindaco di Barcellona.

Il presidente del PDeCAT, David Bonvehí, ha affermato che il suo partito viene rinforzato con queste candidature. Tuttavia, la decisione è arrivata dopo un teso dibattito interno tra settori più radicali, sostenitori del continuo confronto con lo Stato e fautori della candidatura di Puigdemont, e i moderati, che alla fine hanno perso, tanto che il quotidiano madrileno El País parla di “clima di scisma”. La prova è che ancora non si sa se e per che incarico saranno candidati i deputati uscenti dell’ala moderata, come Carles Campuzano, che ha parlato di “ricatto emotivo”, o Jordi Xuclà. 

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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