India: elezioni nazionali in 7 fasi da aprile a maggio

Pubblicato il 11 marzo 2019 alle 17:45 in Asia India

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La commissione elettorale indiana ha annunciato, domenica 10 marzo, che le prossime elezioni nazionali si terranno in 7 fasi tra aprile e maggio. Il primo ministro in carica, Narendra Modi, è alla ricerca di un secondo mandato.

Nel Paese asiatico, circa 900 milioni di persone hanno diritto a votare in tale processo elettorale a scaglioni, caratteristica che consente al governo di schierare decine di migliaia di truppe per prevenire possibili scoppi di violenza e complicazioni nelle postazioni di voto da parte di attivisti di partito.

Il commissario capo alle elezioni, Sunil Arora, ha dichiarato che le elezioni si terranno l’11, 18, 23 e 29 aprile e il 6, il 19 e il 19 maggio. I voti, invece, verranno conteggiati il 23 maggio. Il Bhartiya Janata Party (o BJP) di Modi  spera che la recente dura posizione del governo contro il Pakistan contribuirà a mantenere la sua popolarità nonostante abbia subito una battuta d’arresto a dicembre, quando ha perso cinque importanti elezioni statali, vincenti per il partito del Congresso dell’opposizione.

Il premier indiano ha pubblicato un tweet poco dopo l’annuncio della commissione elettorale, esortando le persone a uscire in massa per votare e definendo le elezioni imminenti “il festival della democrazia”.

Sabato 9 marzo, la Commissione elettorale ha ordinato ai partiti politici di non mostrare fotografie del personale dell’esercito negli annunci pubblicitari delle loro campagne elettorali. L’ordine è stato emanato dopo l’affissione di cartelloni pubblicitari del BJP, che ritraevano Modi e il presidente del partito, Amit Shah, insieme al pilota dell’aviazione Abhinandan. Il pilota indiano è stato catturato e poi rilasciato da Islamabad a seguito dell’abbattimento del suo velivolo.

Il parere della commissione è che le forze armate sono “parti interessate apolitiche e neutrali in una democrazia moderna”, ed è quindi necessario “che i partiti e i loro leader esercitino grande cautela nell’utilizzare la loro immagine nelle campagne politiche”.

Il BJP di Modi e il Congresso Nazionale Indiano, il partito di sinistra ora all’opposizione guidato da Rahul Gandhi, l’ultimo rampollo della famiglia Gandhi-Nehru, sono i due più forti sfidanti tra centinaia di partiti politici provenienti da tutto il territorio.

Modi, il cui partito di destra ha conquistato una maggioranza assoluta nelle elezioni del 2014, è tutt’ora in una posizione di forza,  dopo che nelle ultime settimane è stato in grado di rafforzare le sue credenziali nazionaliste nel più serio conflitto indiano con il Pakistan da anni, scatenato dall’attentato avvenuto il 14 febbraio nella città di Awantipora. Il gruppo estremista con base in Pakistan Jaish-e-Mohammad (JeM) ha colpito un autocarro della polizia indiana, uccidendo 44 paramilitari. L’irrigidimento dei rapporti ha poi portato al bombardamento, da parte delle forze indiane, di un campo di addestramento del gruppo terroristico sul suolo pakistano, dove secondo il governo di Nuova Delhi “più di 300 militanti” sono caduti. Le immagini satellitari prodotte da Planet Labs Inc, un operatore satellitare privato con base a San Francisco, mostrano almeno 6 edifici sul sito della scuola, dimostrando che il bombardamento non è effettivamente accaduto.

Mentre i leader del  BJP hanno usato l’immagine di un governo decisivo e duro per la sicurezza nazionale al fine della campagna elettorale, i partiti di opposizione li hanno accusati di usare tali questioni per cercare di influenzare gli elettori. Modi ha tuttavia accusato di debolezza l’opposizione, asserendo che l’India “non risparmierà nessuno che cerca di distruggere il Paese, seppure dall’altra parte del confine”.

I sondaggi di opinione, tuttavia, hanno suggerito che il sostegno per il BJP è diminuito considerevolmente, e potrebbe anche non essere all’altezza dei 272 seggi di cui ha bisogno per formare un governo a bandiera unica. Gandhi, a lungo criticato come leader, è recentemente visto come un serio sfidante. Il Congresso nazionale, di cui è leader dal 2017, famoso per aver dominato l’India per gran parte del tempo dall’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1947, ha vinto tre importanti vittorie elettorali in dicembre, appropriandosi la base di supporto di Modi nelle regioni della “Cow Belt” con circa mezzo miliardo di elettori.

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di Redazione

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