Rep. Dem. del Congo: militanti Mai Mai attaccano centro anti-ebola, 1 morto

Pubblicato il 10 marzo 2019 alle 9:10 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Combattenti Mai Mai hanno assaltato un centro di trattamento per l’ebola situato nella regione orientale della Repubblica Democratica del Congo, nel cuore dell’epidemia, sabato 9 marzo, uccidendo un poliziotto e ferendo operatori sanitari prima di essere respinti dalle forze di sicurezza.

Il sindaco di Butembo, Sylvain Kanyamanda Mbusa, ha affermato che i militanti Mai Mai hanno fatto irruzione nella struttura nella giornata di sabato 9 marzo. Dopo aver ucciso un ufficiale della polizia e ferito alcuni operatori, sono stati respinti dalle forze di sicurezza. Mbusa ha spiegato che, per via di attacchi precedenti, era già attivo un sistema di sicurezza, e gli aggressori sono stati velocemente raggiunti dalla polizia che presidiava la struttura. Uno dei guerrieri Mai Mai è stato ferito nello scontro e si trova ora in stato di custodia, ha aggiunto il sindaco.

Il presidente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha visitato il centro di Butembo dopo l’aggressione, e si è detto profondamente addolorato al pensiero che operatori medici e sanitari siano stati feriti, e che un poliziotto sia morto. Tuttavia, mentre si piange il lutto delle vittime di questo e degli attacchi precedenti, l’uomo ha ribadito l’importanza di difendere il diritto alla salute: “Non abbiamo altra scelta se non continuare a prestare soccorso alle persone qui, che sono tra le più vulnerabili al mondo”.

Il presidio medico aveva riavviato le sue operazioni quotidiane solo una settimana prima, e veniva gestita dal Ministero della Salute in collaborazione con l’OMS e con l’agenzia per i minori delle Nazioni Unite. Si tratta dello stesso centro a cui, la settimana precedente, era stato appiccato fuoco da aggressori ignoti; l’attacco aveva causato la sospensione delle attività di Medici Senza Frontiere (MSF) nell’area. Giovedì 7 marzo, MSF ha accusato il governo congolese di non riuscire a contenere l’epidemia di Ebola a causa della risposta eccessivamente militarizzata che starebbe “alienando” i pazienti e le loro famiglie.

Medici e paramedici stanno facendo i conti con crescente malcontento e sfiducia dei cittadini in alcune regioni del Paese, dove essi lavorano per arginare il contagio dell’epidemia di Ebola, che finora ha causato la morte di circa 600 persone, attestandosi come una delle peggiori epidemie nella storia della nazione. Gli sforzi atti a contenere il virus sono stati osteggiati da una pletora di gruppi armati provenienti dalla regione orientale del Paese.

I Mai Mai prendono il nome dalla parola “acqua” nel dialetto Swahili locale, poiché alcuni di loro credono che, per magia, i proiettili sparati in aria possano trasformarsi in acqua. All’interno del gruppo vi sono numerose bande armate, originariamente formatesi per resistere a due invasioni di forze ruandesi alla fine degli anni Novanta. Da allora, i Mai Mai hanno via via cambiato la loro struttura, riorganizzandosi in sottogruppi di milizie scelte su base etnica, reti di trafficanti e racket.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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