Onu chiede maggiore accesso in Siria per facilitare ritorno dei rifugiati

Pubblicato il 10 marzo 2019 alle 11:11 in Medio Oriente Siria

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L’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Uniti (UNHCR) dovrebbe poter godere di accesso e presenza più forte in Siria per monitorare il ritorno dei rifugiati sfollati nel Paese, ha affermato il Commissario dell’organismo, Filippo Grandi, sabato 9 marzo.

A Beirut, Libano, dopo aver compiuto un viaggio di tre giorni in Siria, a pochi giorni dalla data che segnerà l’ottavo anniversario del conflitto civile nel Paese, scoppiato il 15 marzo 2011, Grandi ha affermato: “È importante che nelle aree di rientro, organizzazioni come l’UNHCR siano presenti e possano osservare il ritorno, possano avere accesso ai rimpatriati, e possano aiutarli a far fronte ad alcuni dei problemi che riscontrano”. Secondo il Commissario dell’agenzia Onu, senza una presenza sul campo c’è un “elemento di fiducia che manca” nell’intero processo di rimpatrio.

Grandi ha affermato che ci sono “grandi sfide” che impediscono ai siriani di fare ritorno nelle proprie case, tra cui problemi legali, amministrativi, di sicurezza, di alloggio, scuole, accesso all’acqua potabile e alle cure mediche. Egli ha aggiunto che l’UNHCR sta lavorando fianco a fianco con il governo siriano e con il suo alleato forte, Mosca, su tali tematiche. Grandi ha spiegato che sui problemi più complessi, come quelli legali e le amnistie, è il governo di Damasco che decide, ma il governo russo ha preso parte a un’importante discussione volta a creare migliori condizioni per il ritorno dei rifugiati.

Grandi ha altresì reso noto di aver esortato il governo di Damasco con veemenza a consentire un accesso della sua agenzia nel Paese mediorientale, spiegando che in alcune aree i funzionari dell’Onu sono già presenti, ad esempio a Homs e Hama, mentre in altre zone, quali ad esempio le campagne intorno alla capitale, serve un’autorizzazione più complessa da ottenere.

Sempre sabato 9 marzo, il ministro degli Affari Esteri per il Medio Oriente britannico, Alistair Burt, ha affermato che il governo siriano non ha fatto abbastanza per rendere la Siria un luogo sicuro per i rimpatriati. “È lampante che Assad non voglia vedere molti dei suoi rifugiati rientrare”, ha affermato Burt durante un’intervista radiofonica per la BBC, aggiungendo che non potrà esserci aiuto per la ricostruzione, da parte dell’Unione Europea e del Regno Unito, finché non si raggiungerà un accordo politico che, in qualche modo, soddisfi i bisogni di queste persone”.

La guerra civile in Siria ha causato la morte di circa mezzo milione di persone, spingendo circa 5,6 milioni di siriani ad abbandonare le proprie case e il Paese, e provocando lo sfollamento interno di altri 6,6 milioni di cittadini.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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