Argentina: prigione preventiva per ex presidente Kirchner

Pubblicato il 10 marzo 2019 alle 6:10 in America Latina Argentina

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La Corte Suprema dell’Argentina ha stabilito che la ex presidente Cristina Fernández de Kirchner potrà essere sottoposta a carcerazione preventiva. I cinque membri della Corte hanno respinto il ricorso presentato dalla ex presidente e hanno ratificato la detenzione preventiva chiesta dalla magistratura per la presunta copertura degli autori dell’attentato che nel 1994 ha distrutto la sede dell’Associazione Mutuale Israelita Argentina, il centro ebraico di Buenos Aires. Fernández de Kirchner non andrà in prigione perché è protetta dall’immunità di cui gode in qualità di senatrice, ha perso, tuttavia, l’ultima risorsa per evitare un interrogatorio finora evitato e che non ha ancora una data.

Il giudice Claudio Bonadio vuole che Fernández de Kirchner spieghi davanti a una giuria se il patto con l’Iran, firmato nel 2013 e ratificato dal Congresso argentino, era in realtà un “piano criminale” progettato dalla Casa Rosada per proteggere cinque iraniani sospettati di essere gli autori intellettuali dell’attacco contro l’AMIA. In cambio, l’Argentina avrebbe ottenuto benefici economici derivati dal rapporto commerciale con Teheran. Kirchner ha sempre difeso il patto come l’unico modo per far avanzare le indagini l’attacco terroristico, paralizzato dal rifiuto iraniano di fornire testimonianza dei suoi cittadini accusati da Buenos Aires.

Il memorandum d’intesa non è mai stato applicato perché non ha superato lo scoglio del parlamento iraniano, ma le denunce presentate dalla comunità ebraica contro l’accordo hanno seguito il normale corso legale in Argentina. Il caso contro Kirchner è stato il risultato di un’indagine dell’ex procuratore Alberto Nisman, ucciso nel suo appartamento a Buenos Aires quattro giorni prima di presentare le sue conclusioni al Parlamento. Nisman è morto nel gennaio 2015 ed è ancora sconosciuto se si è trattato di un suicidio o di un omicidio.

Il caso AMIA ha finalmente raggiunto la scrivania del giudice Claudio Bonadio, che indaga già il kirchnerismo per diversi casi di corruzione, tanto che Cristina Fernández de Kirchner ha sempre sostenuto che le inchieste di Bonadio era una persecuzione politica orchestrata dal governo di Mauricio Macri. La ex presidente ha sostenuto inoltre che una decisione dello Stato approvata anche dal Parlamento non può essere giudicata. Per il giudice, invece, la situazione è sempre stata chiara ed è per questo che ha cercato di processare Fernández de Kirchner per insabbiamento e ha ordinato la sua detenzione preventiva.

Gli avvocati dell’ex presidente hanno quindi presentato ricorso alla Corte Suprema, che lo ha respinto sostenendo che il ricorso “non è diretto contro una sentenza definitiva per cui si respinge”. Fernández de Kirchner deve ora attendere che Bonadio stabilisca la data del processo, che verrà aggiunto ad un altro già programmato per il prossimo maggio.

Il 21 maggio, infatti, l’ex presidente siederà sul banco dei testimoni per rispondere della sua presunta responsabilità in una rete di corruzione legata a lavori pubblici. Entrambi i processi avanzeranno parallelamente alla campagna elettorale. Il prossimo ottobre ci saranno le elezioni presidenziali e parlamentari e Fernández de Kirchner dovrà decidere se candidarsi contro il presidente uscente Mauricio Macri.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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