Tunisia: fissate prossime elezioni parlamentari e presidenziali

Pubblicato il 8 marzo 2019 alle 7:00 in Africa Tunisia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La commissione elettorale della Tunisia ha annunciato che il Paese terrà elezioni parlamentari il prossimo 6 ottobre ed elezioni presidenziali il 10 novembre.

In base alla Costituzione del 2014, la Tunisia deve organizzare votazioni legislative entro 2 mesi dalla fine del mandato parlamentare, previsto tra ottobre e l’inizio di dicembre 2019. Nel caso in cui nessun candidato riesca ad ottenere la maggioranza, entro due settimane verrà organizzato un secondo round di votazioni.

La Tunisia è l’unico Paese della regione nordafricana che ha intrapreso una transizione democratica in seguito alle rivolte del 2011. Tuttavia, tale transizione è stata frenata da problemi economici che hanno causato diverse proteste. Lo scorso 7 gennaio, i cittadini tunisini sono scesi in piazza in almeno dieci città per manifestare contro le misure di austerity, che hanno causato l’aumento delle tasse e dei prezzi, imposte dal governo tunisino per ridurre il deficit crescente e contrastare la crisi economica.

Il primo gennaio è entrata in vigore una nuova legge finanziaria che ha fatto innalzare i prezzi del gasolio, di alcuni beni e anche le tasse su numerosi beni e servizi, tra cui le automobili, le linee telefoniche e di internet. Il governo aveva assicurato che gli aumenti avrebbero interessato soltanto i beni di lusso e non quelli di prima necessità o alimentari.

Il 5 febbraio, il presidente tunisino, Beji Caid Essebsi, ha esteso lo stato di emergenza fino al 6 marzo, su tutto il territorio nazionale. La decisione è stata presa in seguito a colloqui con il primo ministro, Youssef Chahed, ed il presidente del Parlamento, Mohamed Ennaceur, in merito alla situazione di sicurezza in Tunisia.

Lo stato di emergenza è stato proclamato per la prima volta il 24 novembre 2015 in seguito a una serie di attacchi rivendicati dall’ISIS. Il 18 marzo dio quell’anno, due giovani tunisini armati di kalashnikov entrarono nel museo del Bardo, a Tunisi, dove uccisero 24 persone, di cui 20 turisti, 4 dei quali italiani. Successivamente, il 26 giugno, un militante armato dello Stato Islamico fece irruzione presso un resort di Port El Kantaoui, a 10 km da Susa, uccidendo 37 persone. Il 24 novembre 2015, invece, un autobus con a bordo le guardie presidenziali tunisine esplose, causando la morte di 12 ufficiali, sempre per mano dell’ISIS.

Da allora, lo stato di emergenza è stato prolungato diverse volte, di cui la penultima lo scorso 6 novembre scorso. Tale condizione conferisce alle forze di sicurezza poteri eccezionali, come quello di bandire le riunioni, gli scioperi e tutte le altre attività che potrebbero causare disordini. Tra le misure sono incluse alcune direttive che permettono alle forze di sicurezza di prendere il controllo della stampa.

Secondo quanto riferito dal Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, nel corso dell’anno passato, la minaccia terroristica è rimasta elevata in Tunisia, in quanto al-Qa’ida nel Magalreb islamico (AQIM), il gruppo di Uqba bin Nafi e l’ISIS hanno continuato a lanciare attacchi contro il personale di sicurezza tunisino. Le forze di sicurezza tunisine, tuttavia, hanno migliorato la loro capacità di prevenire le attività terroristiche.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.