Corea del Nord: esercitazioni USA-Corea del Nord sfida agli sforzi di pace

Pubblicato il 7 marzo 2019 alle 17:55 in Asia Corea del Nord

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Pyongyang ha dichiarato di ritenere le continue esercitazioni militari congiunte tra Seoul e Washington una “sfida aperta” agli sforzi per la pace nella penisola coreana. Sabato 2 marzo, gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno accettato di sostituire due importanti esercitazioni con cadenza annuale, la “Key Resolve” e “Foal Eagle”, con una minore, chiamata “Dong Maeng” o “Alliance”, iniziata questa settimana. Questa decisione era già stata prospettata a novembre dall’ex segretario della Difesa, Jim Mattis, al fine di agevolare le relazioni diplomatiche con la Corea del Nord.

Giovedì 7 marzo, tuttavia, l’agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord, la KCNA, ha rilasciato una dichiarazione che accusa “le maldestre mosse delle autorità militari sudcoreane e americane” di violare le dichiarazioni congiunte tra Pyongyang, Washington e  Seul.

Ad oggi, nella penisola coreana sono stanziati quasi 28.500 soldati americani. Le esercitazioni militari, alla quale partecipano decine di migliaia di soldati sudcoreani, hanno sempre irritato il leader nordcoreano, Kim Jong-un, che ha condannato più volte le manovre poiché viste come prove provocatorie per l’invasione.

Anche questa volta, è stato ribadito dai funzionari USA che la mossa è stata concepita al fine di alleviare le tensioni con Pyongyang, a seguito del rinnovato rapporto diplomatico dopo il summit di Singapore del 12 giugno 2018 tra il presidente americano, Donald Trump, e Kim Jong-un. L’esito dell’incontro, avvenuto dopo mesi di tensioni, è stata la sospensione delle maggiori esercitazioni militari,  in cambio di un impegno concreto nella denuclearizzazione del Paese asiatico. I due leader, nell’occasione, hanno firmato un documento non vincolante riguardante proprio lo smantellamento del programma nucleare di Pyongyang. Non è tuttavia chiaro quale “violazione” di tale impegno la Corea del Nord abbia fatto riferimento nella sua dichiarazione.

Il summit di Singapore ha aperto la strada ad un nuovo vertice tra i due, tenutosi ad Hanoi il 28 febbraio 2019, dove i colloqui si sono conclusi presto senza alcun progresso verso l’obiettivo di Washington di indurre la Corea del Nord a rinunciare alle sue armi nucleari. In seguito alla rinnovata situazione di stallo, gli analisti hanno affermato  che Pyongyang è intenta a ricostruire il sito del razzo a lungo raggio “Sohae”, dopo che Kim a Singapore aveva concordato di chiudere come parte del programma di denuclearizzazione. Giovedì 7 marzo, gli esperti statunitensi hanno dichiarato che il sito di lancio missilistico era di nuovo “operativo”. Recentemente sono stati anche avvistati movimenti di cargo nella fabbrica di Sanumdong, con sede nella capitale, famosa per aver prodotto il primo missile balistico intercontinentale in grado di raggiungere gli Stati Uniti, secondo quanto riferito dalle agenzie stampa JoongAng Ilbo e Donga Ilbo.

 In più, giovedì 7 marzo, JoongAng Ilbo e l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap hanno affermato che la Corea del Nord ha continuato a gestire il suo impianto di arricchimento dell’uranio nel principale complesso nucleare di Yongbyon. Tuttavia, le agenzie di controllo dell’Onu hanno riferito che, nell’ultimo anno, non si sono svolte attività nel sito. Trump ha dichiarato che sarebbe “molto, molto deluso” se i rapporti delle agenzie stampa si fossero rivelati veri.

Le dinamiche altalenanti tra Stati Uniti e le due Coree che sono emerse dopo il summit di Singapore comportano che le esercitazioni congiunte vengano annullate e riprogrammate a seconda del clima internazionale. Per esempio, a fine ottobre 2018, gli USA hanno annullato le simulazioni Vigilant Ace air, previste per il mese di dicembre 2018. Nonostante ciò, la Corea del Sud ha deciso di effettuare le esercitazioni Taeguk e Hoguk, secondo quanto divulgato dal Joint Chief of Staff (JCS) sudcoreano, per “sostenere un equilibrato atteggiamento difensivo”.

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di Redazione

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