Ucraina: pronto piano B se saltano negoziati sul gas con la Russia

Pubblicato il 6 marzo 2019 alle 8:08 in Russia Ucraina

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L’Ucraina ha preparato un piano d’azione in caso di fallimento dei negoziati con la Russia sul transito di gas verso l’Europa, secondo quanto ha dichiarato il viceministro degli Esteri del paese Elena Zerkal’ al portale di informazioni Ukrainform.

Secondo Zerkal’, al termine dell’attuale contratto, Kiev intende avviare il “Piano B” e cioè ratificare i nuovi allegati all’accordo di associazione con l’Unione Europea sull’integrazione dell’Ucraina nello spazio energetico e renderli legalmente vincolanti. Tuttavia, come ha osservato lo stesso viceministro durante la conferenza sul futuro del percorso di transito, le autorità ucraine hanno un piano di azione di riserva.

Kiev ha “imparato bene la lezione” della crisi del gas nel 2009, quindi insieme ai “partner” sta preparando misure preventive in caso di fallimento dei negoziati, ha aggiunto Elena Zerkal’. “Abbiamo sviluppato il nostro piano di sostenibilità con l’aiuto degli Stati Uniti”, ha dichiarato alla stampa, senza tuttavia rivelare dettagli concreti.

Una riunione trilaterale di Russia, Ucraina e Commissione europea si è svolta a Bruxelles lo scorso gennaio, nell’occasione sono state discusse le questioni relative al transito del gas dopo il 2019, anno in cui scade l’attuale contratto tra la compagnia russa Gazprom e l’azienda pubblica ucraina Naftogaz.

La Commissione Europea ha invitato le parti a firmare un contratto valido per più di dieci anni, ma, a Bruxelles, non è stato possibile raggiungere accordi concreti, per le posizioni ancora molto distanti tra Mosca e Kiev.

Le autorità russe hanno ripetutamente affermato che il transito del gas attraverso l’Ucraina continuerà solo se sarà economicamente vantaggioso. Il primo ministro Dmitrij Medvedev ha esposto una serie di condizioni per continuare a operare attraverso i canali ucraini anche dopo il 2019: ricomposizione dei rapporti tra le società interessate (Gazprom e Naftogaz), parametri economici favorevoli per l’accordo e un ambiente politico stabile. Tuttavia, per il momento, ha spiegato il ministro dell’Energia della Federazione russa, Aleksandr Novak, il transito attraverso l’Ucraina è molto più costoso che su altre rotte.

Pessimismo anche da parte della Naftogaz. La società ucraina ritiene che il transito del gas russo verso l’Unione Europea attraverso l’Ucraina si fermerà nel 2020, secondo quanto ha affermato il direttore esecutivo della compagnia, Jurij Vitrenko, in una conferenza sul futuro della via di transito ucraina.

“Nel 2020, non ci sarà transito attraverso l’Ucraina – ha affermato – non vedo ottimismo né ragioni per aspettarsi che ci sarà un accordo ragionevole che consentirebbe di proseguire il transito attraverso l’Ucraina”.

Secondo il direttore esecutivo di Naftogaz, quando verrà costruito il gasdotto North-Stream 2, la Russia non dovrà utilizzare la rotta ucraina di consegna del gas verso l’Unione Europea. Vitrenko ha ricordato, inoltre, che se la Federazione russa interrompe questo transito, l’Ucraina “perderà circa il 4% del PIL”.

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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